Marco Revelli su decisione Barbara Spinelli

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La decisione di Barbara Spinelli mi addolora e mi colpisce come credo tutta la comunità dell’Altra Europa. Una comunità, ne convengo con lei, ancora inadeguata al progetto che comunemente abbiamo pensato e fatto vivere esattamente un anno fa: progetto che comunque si conferma quanto mai importante, a partire dalla connessione con la lotta di Tsipras per far vivere l’alternativa alla austerità, alla Troika e alle larghe intese.
Questo rapporto, forte, con l’iniziativa del popolo e del governo greci, nello spazio europeo e nei rispettivi ambiti nazionali, facciamo di tutto per farlo vivere al meglio, e ispira anche il nostro agire in Italia dove sempre più Renzi è interprete di quelle politiche che combattiamo e dove credo si confermi sempre di più il bisogno di una casa comune della sinistra e dei democratici (il tema, appunto, della nostra recente assemblea nazionale) o, se si preferisce, la necessità di un soggetto grande che possa aspirare a occupare lo spazio che altrove occupano Syriza o Podemos.
Non è impresa facile e naturalmente si possono avere anche idee diverse sul come praticarla ma continuo testardamente a pensare sia non solo utile ma indispensabile ricercare le cose che ci uniscono senza sottacere ciò su cui si pensa diverso, e che comunque siano più le cose che ci uniscono di quelle che ci dividono. Per questo mi spiace veramente, cara Barbara, questa tua decisione, proprio ora che molto si sta muovendo esattamente nella direzione da noi auspicata quando iniziammo il nostro cammino comune, e nel giorno in cui dovremmo festeggiare una serie di buoni risultati alle elezioni comunali dove a Trento come ad Aosta i nostri compagni che si erano candidati esattamente in quella originaria prospettiva sono stati eletti.
Spero che questo tuo allontanarti potrà trasformarsi in un nuovo incontro. Anzi sono convinto che le cose, tante, che continueremo a fare insieme, renderanno le distanze assai minori di quelle che possono apparire oggi.

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