Il 5 maggio in piazza con la scuola

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Un Governo che insiste nell’ignorare le migliaia di cittadine e cittadini che hanno promosso, con una legge di iniziativa popolare una vera riforma per una scuola della Costituzione e della Repubblica.

Centinaia di collegi dei docenti si sono espressi rifutando la controriforma del Governo, centinaia di migliaia di lavoratori della scuola hanno manifestato tutto il loro dissenso.

Renzi è come e peggio della Gelmini: vuole imporci meno scuola e meno libertà.

Il DDL sulla scuola del Governo Renzi mette a rischio tutti i lavoratori della scuola, la scuola pubblica e l’insegnamento. E, per i suoi contenuti e per i metodi con cui viene imposto, la stessa democrazia. 

Per la prima volta dopo 7 anni quasi tutti i sindacati scioperano insieme. È un evento di grande significato.

La scuola, vittima sacrificale delle politiche di austerità, è oggi ridotta allo stremo.

Stabilizzare i precari, rinnovare del contratto di lavoro, bloccare lo strapotere dei dirigenti scolastici, difendere la libertà di insegnamento: tutto questo è la base per una scuola democratica e laica, fondata sulla partecipazione e sulla cooperazione. È essenziale e urgente per risalire la china sventurata cui i governi di centrodestra e di centrosinistra hanno gettato la scuola pubblica.

Per tutto questo chi lavora, vive e ama la scuola è in sciopero.

Per aprire una nuova stagione di investimento sull’istruzione, garantire a tutti e a tutte il diritto al sapere e ad avere scuole sicure; per restituire piena dignità agli insegnanti e a tutti i lavoratori della scuola, per costruire una scuola democratica che ha cura della conoscenza e delle relazioni in cui si costruisce.  

Questo della scuola è il terreno fondamentale per fare crescere nel paese quella alternativa sociale e politica che difenda e allarghi la nostra democrazia. Le restituisca speranza e fiducia nel futuro.

L’altra Europa con Tsipras 

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