Monthly Archives: maggio, 2015

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Domenica 31 maggio si vota in sette regioni italiane. Sono votazioni amministrative, in realtà locali molto diverse le une dalle altre. Eppure, nel cambiamento che è in corso nel sistema politico italiano, assumono anche una valenza generale.  Innanzitutto sarà importante valutare l’affluenza alle urne dei cittadini per misurare quel processo di disaffezione alla politica che purtroppo continua a manifestarsi e che la politica delle forze dominanti non fa che incrementare.

Dall’esito del voto ci si aspettano anche indicazioni di carattere più generali dei nuovi assetti ed equilibri del sistema politico italiano.

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TTIP – FORENZA (ALTRA EUROPA – GUE/NGL): «OGGI VOTO NEGATIVO IN COMMISSIONE COMMERCIO ESTERO: LA GRANDE COALIZIONE COLPISCE ANCORA, CONTRO I CITTADINI E LA DEMOCRAZIA. LA BATTAGLIA CONTRO IL TTIP CONTINUA IN PLENARIA»

Eleonora Forenza, eurodeputata dell’Altra Europa con Tsipras – gruppo GUE/NGL, ha dichiarato:
«Poco fa in Commissione Commercio Estero al Parlamento europeo si è votato sul TTIP il parere della Commissione in vista del prossimo voto in sessione plenaria dell’Europarlamento: la maggioranza formata soprattutto dalla grande coalizione tra socialisti e popolari ha votato di fatto a favore ( 41 a 28) dell’inserimento della clausola ISDS sotto altro nome, la clausola cioè che permetterebbe alle multinazionali di fare causa agli Stati che volessero tentare di mantenere una normativa a difesa dei diritti dei cittadini.

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di Alfonso Gianni pubblicato su Alternative per il Socialismo n. 36, in uscita in questi giorni

Nella prima decade di maggio, il nostro vecchio continente ha celebrato la vittoria contro il nazismo e i 65 anni della dichiarazione di Robert Schumann che pose la prima pietra per la costruzione della unità europea, pur nella forma squisitamente economica della Comunità del carbone e dell’acciaio, la Ceca. Ma non si può dire che siano stati anniversari lieti per l’Europa. La crisi economica e  soprattutto le  politiche dei suoi gruppi dirigenti la schiacciano e i rischi di implosione si moltiplicano.

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Il successo di Podemos nelle elezioni amministrative in Spagna non era inatteso. Ma vederselo davanti agli occhi è un’altra cosa. La lista Barcelona in Comu, arriva prima nella città catalana. Si tratta di una lista proposta da Ada Colau, candidata a sindaco ed esponente del movimento contro gli sfratti (PAH), cui hanno aderito, tra gli altri, Podemos, Izquierda Unida, Iniciativa poar Cataalunia. Quindi una coalizione politica e sociale, capace di riunire le forze politiche di sinistra di alternativa e le iniziative di movimento su un programma comune. A questo risultato positivo si somma il risultato del CUP (sinistra radicale libertaria ed indipendentista) che ha raggiunto il 7% e 3 consiglieri. Siamo di fronte, quindi, a una affermazione generale delle forze di sinistra e di movimento  a Barcellona.
A Madrid il confronto con i Popolari è stato un testa a testa  vinto di misura da questi ultimi. Podemos (assieme a Ganamos, proveniente da Izquierda Unida) arriva secondo con un seggio di distanza. Ma ha aperte varie possibilità di alleanza per governare anche la capitale spagnola. Importante  sarà il ruolo di ciò che resta del Psoe, ma soprattutto decisivo quello di Ciudadanos, la nuova formazione di impronta liberal democratica anch’essa nata dal basso, in particolare tra i ceti medi attivi spagnoli.

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