L’altra Europa partecipa alla manifestazione del 1°maggio a Milano

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Imbarazzanti appaiono quindi le generose “sponsorizzazioni” di McDonad’s, di Barilla o di Nestlé, che, esempio per tutte le multinazionali, promuove nel mondo il controllo delle sorgenti e la privatizzazione dell’acqua e la finanziarizzazione della stessa.

Expo 2015 è la vetrina di un modello di sviluppo che crea ingiustizia alimentare e povertà, attraverso l’appropriazione dei brevetti che monopolizzano il mercato delle sementi, che privano i contadini della terra, generando desertificazione e disperate migrazioni epocali.

La sovranità alimentare, la salvaguardia della biodiversità, il diritto inalienabile all’acqua e alla terra, l’uso democratico e distribuito del progresso tecnologico, insieme ai diritti del lavoro, non trovano risposte.

Riteniamo che per nutrire il pianeta si debba mettere al centro la sovranità alimentare, così come l’autodeterminazione dell’agricoltura come sovranità dei popoli, la salvaguardia della biodiversità, il diritto alla terra e all’acqua, il rispetto dei diritti del lavoro, l’aiuto ai contadini per la produzione di culture di qualità, sono il futuro alternativo ad un sistema inefficiente e ingiusto.

All’enorme contraddizione di contenuti, si affianca la grande speculazione immobiliare di Expo 2015, con cui per la prima volta tutto ciò che è inerente all’esposizione internazionale è costruito su aree private concesse a peso d’ oro, che ha generato corruzione sugli appalti, infiltrazioni di aziende mafiose, opere i cui costi appaiono fuori controllo e gonfiati. Lo stesso sistema di tutte le grandi e inutili opere italiane.

È il sistema delle Grandi Opere speculative, contro il quale in tutta Italia i cittadini e i movimenti locali si battono. Lo spreco dei soldi pubblici, che alimenta il potere dei pochi e delle oligarchie economiche, che soffocano l’economia dei territori. Uno spreco che non garantisce i diritti del lavoro e della sua dignità, con il lavoro tutelato che diventa precario e infine “volontario” come sinonimo di gratuito e come paradigma del ricatto perenne alle giovani generazioni e sfruttamento estremo del lavoro, come denunciato da tempo dalla campagna “io non lavoro gratis”.

L’Expo vorrebbe coprire il fallimento e le ingiustizie delle politiche neoliberiste volte al vantaggio di pochi, di cui Renzi è in Italia il massimo sostenitore, ma in realtà è precisamente la vetrina di tutte queste nefandezze.

Noi ci battiamo contro tutto questo malaffare, perché vogliamo un nuovo modello di sviluppo democratico e partecipato. Un modello che solo un nuovo e alternativo governo dello Stato può garantire.

Lo facciamo a partire dai contenuti, dai nostri contenuti, avendo l’ambizione di rivolgerci all’area più vasta possibile di interlocutori, facendo dialogare pratiche diverse, trovando la sintesi politica tra la radicalità di alcune e i contenuti, per costruire le nostre nello scenario politico e nella coscienza di larghe masse di popolazione.

Per questo come aderenti all’Altra Europa partecipiamo alla manifestazione della MayDay a Milano il 1° maggio, Festa dei Lavoratori, che vogliamo gioiosa, ironica e pacifica e che dia il contributo necessario per conquistare i cuori e le menti dei tanti e tante che sentono sempre più ingiusto questo sistema.

L’altra Europa con Tispras

30 aprile 2015

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