1°maggio- per il lavoro- VOLANTINO

0

 

È falso. Non c’è alcun aumento  rispetto  a un anno fa. C’è un’occupazione sostitutiva e non aggiuntiva che sfrutta i generosi contributi pubblici che il governo dà alle imprese per ogni contratto  a tempo indeterminato “a tutele crescenti”: oltre 8mila euro l’anno per lavoratore. Ma avendo liquidato  l’articolo 18, il padrone può licenziare quando vuole: quindi quei contratti super-incentivati  sono a termine!

Il lavoro non si inventa con la propaganda ed il nostro paese nella crisi ha perso il 25% della propria capacità produttiva. Creare lavoro significa:

• fare investimenti pubblici – superando i vincoli del Fiscal Compact  – a cui collegare un piano per un lavoro minimo garantito per tutti. Va creato lavoro in settori innovativi, che migliorino  società e ambiente: nel riassetto idrogeologico,  in politiche industriali  che riconvertano le produzioni,  nella scuola e nell’università, nei servizi sociali e nella sanità, nella cultura.

• cancellare le norme che rendono tutti precari a partire dal Jobs Act, costruendo una grande coalizione, anche referendaria. Combattere il finto volontariato,  come quello che ad Expo riguarda 18.500 persone, che è solo lavoro servile non pagato. Difendere la libera contrattazione  collettiva, che si vuole smantellare,  come avviene nell’ex Fiat di Marchionne.

• ridurre l’orario di lavoro a partire dalle fabbriche, dai lavori usuranti e ripetitivi.

• garantire un reddito minimo per i giovani e per chi cerca un lavoro decente.

Le politiche  di Renzi sono l’opposto  di quello  che è necessario. Sono precarietà  del lavoro, tagli  e privatizzazioni,  grandi opere, distruzione  della scuola pubblica…

Non per nulla si attacca la Costituzione, che ha a fondamento  l’uguaglianza  e i diritti delle persone.

Le politiche  di Renzi non sono altro che le ricette delle elitès finanziarie  europee, quelle che per garantire profitti per pochi vogliono mercificare ogni bene comune, mettendo nelle mani del grande business sanità, scuola, servizi pubblici..

È per imporre  queste politiche  che si vuole impedire  l’azione  del governo  Tsipras in Grecia. Si vuole obbligare quel governo a ridurre  ancora salari e pensioni, a distruggere  ancora servizi essenziali come quelli sanitari, incuranti dell’emergenza umanitaria  causata dall’austerità:  oltre un terzo dei greci sotto la soglia di povertà,  600.000 bambini senza cibo sufficiente. È lo stesso cinismo  che condanna  i migranti che scappano  da guerre  e miserie,  spesso provocate

dalle politiche di potenza dei paesi europei, a morire in un Mediterraneo  che rischia di inghiottire, insieme a quelle vite, ogni residua solidarietà e umanità.

Riprendiamo la lotta. Il tempo di cambiare è adesso!

1° Maggio per il lavoro, con il popolo greco, con le donne e gli uomini migranti.

volantino pdf da stampare

Condividi: