Ass. Nazionale: mozione conclusiva

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Non è ancora la costruzione della “casa comune”, che rimane il nostro obiettivo di medio termine rispetto a cui ci siamo fino ad oggi “messi al servizio” e al cui processo di costruzione (condiviso da una rete di soggetti molto più ampia) ci metteremo a maggior ragione al servizio da oggi in poi. E’ piuttosto una comunità di donne e di uomini che hanno verificato lungo un percorso articolato, in decine e decine di assemblee di territorio, sulla base di documenti e contributi locali e nazionali, le ragioni dei proprio essere insieme e del proprio riconoscersi.

2. Siamo a un bivio. È a un bivio l’ Italia. È a un bivio l’ Europa. È a un bivio il mondo, minacciato oggi come non mai. Siamo un bivio perché lo scenario sociale e politico si è messo in movimento, in Italia come in Europa, in primo luogo grazie all’azione della Grecia – degli elettori greci, e dei nostri compagni greci di Syriza – che nel deserto di conformismo della politica europea hanno indicato una nuova strada. Con il loro voto hanno aperto una breccia nel Muro di Berlino, e detto che “si può”: si può trasgredire al dogma proclamato a Francoforte, Bruxelles e Berlino. L’hanno detto, come popolo, con un voto straordinario il 25 gennaio, e continuano a ripeterlo, come governo, con coerenza e fedeltà a quel mandato, alle oligarchie europee oggi, subendo per questo una feroce controffensiva da parte di un potere determinato a soffocare in culla quell’esperienza è quella speranza, per impedire che il contagio si estenda è che altri possano immaginare, volere, e praticare un’ altra Europa. E incamminarsi su quella strada che è   alternativa non solo a una politica economica (la famigerata politica dell’austerità, fallimentare è fallita, e tuttavia ferocemente imposta con ogni mezzo), ma un altro modello di civiltà, opposto a quello distruttivo incarnato dal dogma neoliberista.

E’ uno scontro epocale, nel quale siamo pienamente coinvolti, insieme a tutte le sinistre europee, in primo luogo quelle che sono rappresentate nel GUE e dal Partito della sinistra europea. Siamo consapevoli di far parte di un fronte di scontro che si svolge nello spazio europeo – e Mediterraneo in particolare -, e che ci impone delle enormi responsabilitá senza permetterci né il lusso della testimonianza, né la distrazione dell’autoreferenzialità.

Siamo allo stesso modo consapevoli della portata generale, per certi aspetti universale, di questa battaglia, perchè combattere il neoliberismo, e costruirne un’ alternativa, non significa confrontarsi con una politica contingente, o con una semplice ideologia, ma con una “concezione del mondo”, totalizzante e organica. Con un “paradigma”, cioè con un sistema integrato comprensivo di tutti gli aspetti della vita sociale e dell’esperienza umana, per contrastare e rompere il quale serve una gigantesca mobilitazione di energie sociali e intellettuali (l’elaborazione di un’altra concezione del mondo, l’immagine organica di un “altro mondo”). E la messa in campo di una forza adeguata: un’accumulazione di forza incomparabile con quella con cui si sono finora misurate le nostre sinistre di opposizione. Non piú una testimonianza, l’affermazione di un’identitá parziale e oppositiva, ma la costruzione di un rapporto di forza capace di produrre uno spostamento al livello del governo delle nostre società. Del governo del Paese e del governo dell’Europa. Sulla strada di ciò che si è manifestato in Grecia, che si va profilando in Spagna e che, per non rifluire su se stesso, deve diffondersi sull’ampia scala continentale.

3. Per questo abbiamo messo al centro del nostro progetto, con tanta convinzione, il tema della “CASA COMUNE” aggiungendo “della sinistra e dei democratici”: perché l’agire comune di tutti coloro che condividono questo sentire è la precondizione indispensabile per l’accumulazione di quella massa critica, sociale e politica, indispensabile per stare in campo in modo CREDIBILE. Con l’obbiettivo di riaggregare e rimotivare l’enorme massa di coloro che non hanno più rappresentanza e che in numero sempre maggiore, scoraggiati, non la cercano nemmeno più.

Per essere credibili non basta essere giusti. Coerenti e radicali. Non basta nemmeno avere le proposte adeguate. Bisogna anche mostrare di avere la FORZA necessaria a trasformare in fatti le proprie proposte. La forza delle idee, ma anche la forza dei NUMERI e del radicamento sociale. Senza quella “dimostrazione di forza” non si riporta alla partecipazione chi ci si è ritirato.

Per questo ci mettiamo al servizio di quella costruzione COMUNE, e l’assumiamo oggi come obbiettivo prioritario, nella convinzione che la ricomposizione di ciò che è stato diviso, al livello del sociale così come al livello del politico, è la precondizione del processo di accumulazione: non il suo approdo, ma il suo punto d’inizio, che implica, in primo luogo, un lavoro “dal basso”, nei territori, nella parte di societá più colpita dalla crisi, lá dove i movimenti si battono e resistono alla devastazione mercantile e neoliberista, ma anche “in alto”, al livello della società politica, perché senza segnali di mutamento in quello che ancora è percepito come lo spazio pubblico per definizione, difficilmente si romperà la barriera della passività.

Per questa ragione, pur continuando a considerare quello delle elezioni regionali il terreno meno favorevole al nostro progetto generale, abbiamo scelto di favorire e sostenere, ovunque ce ne fossero le condizioni, liste le più unitarie possibile, e chiaramente alternative nei confronti del PD, ritenendo che un buon risultato in alcune di esse avrebbe un indubbio effetto di volano nell’attribuire credibilità all’alternativa.

Per questa stessa ragione abbiamo salutato con gioia l’iniziativa di Maurizio Landini e della Fiom di promuovere una “coalizione sociale” che operi per ricucire, orizzontalmente, la frammentazione del mondo del lavoro e riconnetterlo con la moltitudine di cittadini che soffrono le attuali politiche di aggressione ai diritti e alle condizioni di vita, consapevoli che questa costituisce la condizione necessaria per la ripresa di un protagonismo di massa. Necessaria, anche se non sufficiente, se non troverà un’articolazione e una connessione sul versante politico e istituzionale in grado di trasferire anche lì, a quel livello, la forza di rottura.

4. Il tempo è ora. Non c’è più tempo. Il processo di accumulazione e di unificazione delle forze deve mettersi in moto in modo chiaro e non equivoco.

Ce lo dice il quadro europeo, dove la Grecia non può, a lungo, essere lasciata sola mentre cercano di stringerle il cappio intorno al collo. Ce lo dice il quadro italiano, dove il governo Renzi sta bruciando le tappe, rivelando ogni giorno in modo più chiaro il proprio vero volto, antisociale e protervo, di garante fedele dei dogmi europei nel nostro Paese e di vera e propria minaccia per la nostra residua democrazia. Non ci sono più alibi per l’attesa.

Riteniamo necessario dare ai tempi brevi un segnale di partenza che dica a tutti che qualcosa sta nascendo. Non un’aggregazione formale di macchine organizzative e di dirigenze politiche. Non una mimesi tardiva di vecchi inter gruppi, o la costituzione di un ennesimo tavolo diplomatico. Ma piuttosto l’apertura – pubblicamente visibile – di uno SPAZIO, di convergenza, di ibridazione e di collaborazione, soprattutto di sperimentazione e innovazione delle forme e dei linguaggi della politica. Uno spazio aperto, senza primogeniture o controlli del DNA o esami di accesso, in cui sociale e politico possano incrociarsi e contaminarsi a vicenda, consapevoli, ognuno, della propria non autosufficienza e della propria inevitabile complementarietà.

5. Con questa Assemblea continuiamo un cammino che ci vedrà all’interno di momenti di lotta impegnativi e significativi:

Ci impegniamo per la pace, il disarmo, il diritto a migrare e alla fuga, a una accoglienza piena e degna. Non ci rassegniamo al l’orrore della guerra, della violenza, dell’oscurantismo, della xenofobia e delle risorgenti forme di fascismo.

In difesa della democrazia, siamo impegnati a costituire, assieme alle forze che condividono l’obbiettivo, “COMITATI PER IL NO” allo stravolgimento della Costituzione e a leggi elettorali neo-autoritarie  che un Parlamento abusivo è illegittimo pretende di imporre al Paese. Ci impegneremo, altresì, nella raccolta delle firme per la proposta di legge di iniziativa popolare contro il pareggio di bilancio in Costituzione.

Ci impegniamo in una azione di denuncia e contrasto della demolizione, attraverso il Job Act, dello Statuto dei lavoratori, fondamentale garanzia di dignità e libertà, nonché del sistema degli ammortizzatori sociali, che apre terribili prospettive di povertà assoluta e generalizzata. Sottolineiamo, altresì, la necessità di intraprendere effettivamente una riforma legislativa che elimini il precariato.

Siamo impegnati in tutte le manifestazioni e gli scioperi che contro il progetto renziano di devastazione della scuola pubblica, e consideriamo la battaglia in difesa del carattere pubblico e laico della scuola italiana un architrave di civiltà e di democrazia del Paese.

Ci impegniamo a combattere la corruzione e la criminalità organizzata contrastando ” a monte” tutte le norme che le favoriscono (come il project financing o il sistema delle concessioni) e ” a valle” con iniziative a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare che chiede la confisca dei beni dei corrotti e dei mafiosi.

Siamo impegnati a difendere la dignità e l’auto determinazione delle persone nelle scelte affettive e riproduttive e a valorizzare, proteggere e promuovere la cultura della differenza, dell’inclusione, della laicità, dell’anti patriarcato, con particolare attenzione alle questioni di genere, di orientamento sessuale, di identità ed espressione di genere e culturale. Per questo Altra Europa con Tsipras aderisce ai “Pride” che si terranno in Italia.

Siamo impegnati contro tutte quelle norme, come il decreto “Sbocca Italia” che tendono a cancellare i vincoli posti dalla Costituzione e i poteri delle autonomie locali in difesa dell’ambiente e del territorio. Per questo siamo con i movimenti NO TAV, NO TRIV, NO MUOS,  e con i movimenti che a Venezia si battono contro il transito delle grandi navi in laguna e che combattono perché il Mare Adriatico sia libero dal petrolio e da progetti di trivellazione. In questo quadro riteniamo utile la costituzione di una “CONSULTA NAZIONALE” in materia di ambiente, territorio e grandi opere.

Siamo impegnati a fianco di tutti i movimenti  che si battono per affermare il diritto alla casa e il diritto all’abitare, come elementi essenziali del diritto di cittadinanza.

6.In coerenza con questi obbiettivi generali:

  • Il 25 aprile saremo presenti per celebrare il Settantesimo della Liberazione, ricordare a tutti che lì è nata la nostra costituzione e denunciare chi oggi la sta minacciando e manomettendo
  • Il Primo maggio parteciperemo alle manifestazioni portandovi in modo più visibile possibile la solidarietà alla Grecia insieme la lotta contro il Jobs Act e il Governo che l’ha imposto su mandato della Troika.
  • In quello stesso giorno partecipiamo alla mobilitazione contro l’Expo, che vogliamo sia pacifica, gioiosa e partecipata
  • Nelle settimane successive ci impegneremo in tutte le manifestazioni e gli scioperi auspicando che sia assegnato il massimo di centralitá al tema della scuola, emergenza di civiltà nel nostro Paese.
  • Allo stesso modo ci impegneremo nella battaglia contro le grandi opere, a cominciare dal TAV, e in generale contro la devastazione del territorio resa sistematica dallo Sblocca Italia.
  • Ci impegneremo, ovunque, nella raccolta delle firme per la Proposta di legge d’iniziativa popolare contro il pareggio di bilancio in Costituzione

7.Contemporaneamente, al nostro interno, individuiamo quattro priorità assolute, intorno a cui organizzare quattro gruppi di lavoro nazionali:

–          Proseguire e rafforzare l’iniziativa in ambito europeo e di sostegno alla Grecia, con l’obiettivo di costruire un reale movimento di massa contro l’austerità su scala continentale;

–          Declinare una proposta programmatica che intrecci la dimensione europea con quella nazionale, partendo dal materiale già prodotto, ed organizzando alcuni grandi appuntamenti di discussione che attraversino il paese e coinvolgano tutte le forze sociali, politiche, culturali, con cui vogliamo costruire la “casa comune”;

–          Focalizzare il tema delle modalità dell’agire politico e della loro innovazione, delle forme dell’organizzazione, coinvolgendo anche in questo caso tutte le realtà con cui vogliamo compiere il nostro percorso;

–          Sostenere e sviluppare mobilitazioni e conflitti, approfondendo anche la nostra elaborazione e capacità di costruire pratiche mutualistiche e solidali

–          Dare vita infine ad una riflessione, trasversale a tutte le altre, sulle questioni di genere.

L’AE ritiene costitutivo del suo orizzonte politico il lavoro nello spazio europeo e mediterraneo.

E’ impegnata, dunque, nella costruzione di un movimento di massa contro le politiche di austerità e di una dimensione europea delle lotte, indisgiungibile dalla sfida aperta con la vittoria di Syriza in Grecia.La costruzione di una altraeuropa passa anche per il consolidamento di percorsi come Blokupy, che ha dato vita a due giornate di mobilitazione nello scorso Marzo, lo sciopero sociale europeo, la costruzione di una rete europea del mutualismo e delle pratiche sociali.

L’AE ritiene strategico lavorare, anche attraverso l’attività della sua delegazione al Parlamento Europeo, nella costruzione dell’alternativa ai dispositivi di governance e di disciplinamento che rischiano di diventare costituzione materiale dell’Europa come Stato di mercato:

dal tema della governance europea e del ruolo della BCE, ritenuto cruciale anche dal Governo Greco, al Frontex, il muro eretto nel Mediterraneo, che fonda l’Europa sulla logica del respingimento e ancora oggi provoca stragi di uomini e donne: 700 morti al largo delle coste libiche. Ci fanno orrore le stragi e i lutti causati dalla fortezza Europa;

al TTIP, il trattato fantasma tra UE e USA, di cui si parla ancora troppo poco nonostante rappresenti un materialissimo rischio che incombe sulla Democrazia e sulle nostre vite ( sui diritti del lavoro, la salute agroalimentare, il principio di precauzione, la produzione agroalimentare e l’ambiente).

Pensiamo che la rottura di questi dispositivi debba intrecciarsi con la costituzione politica e materiale dell’altra Europa: l’istituzione del reddito di cittadinanza ci impegna a livello parlamentare e sociale, così come sosteniamo l’iniziativa di Libera sul reddito minimo adeguato a una vita dignitosa.*

L’assemblea nazionale de L’altra Europa con Tsipras

Roma 18-19 aprile 2015

 

* Nota- Durante la discussione sul documento finale sono stati presentati alcuni emendamenti che avrebbero richiesto un approfondimento che non abbiamo potuto svolgere per i tempi troppo stretti. Per questo abbiamo preferito lasciare le formulazioni originarie, con l’impegno tuttavia a realizzare quanto prima quella discussione che non é stato possibile svolgere nell’ assemblea. Sul reddito abbiamo da subito aggiunto invece un riferimento alla campagna di Libera, nei termini di sostegno alla principale e concreta iniziativa oggi in campo

MOZIONE_CONCLUSIVA_ROMA_19_APRILE.pdf

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