Sulla prossima scadenza delle elezioni regionali

0

Dicemmo allora che era questione da definire territorio per territorio, in base a valutazioni di opportunità in rapporto al nostro scopo principale: quello di giungere alla presentazione alle elezioni politiche nazionali di un’unica lista chiaramente alternativa al PD e al Centro-sinistra, credibile e in grado di attrarre un vasto consenso. Quell’impostazione non è cambiata, con un elemento tuttavia aggiuntivo rispetto ad allora, che inserisce questa scadenza di per sé delicata in uno scenario nuovo, e cioè il ruolo “costituente” assegnato alle Regioni dall’orribile riforma del Senato tuttora in discussione.

D’altra parte la fase preparatoria delle elezioni regionali, nonostante le grandi diversità delle situazioni, si sta rivelando, a differenza dell’autunno scorso, ricca di esperienze significative e innovative.

E’ particolarmente importante che, anche grazie allo sforzo dei militanti dell’Altra Europa, in alcune regioni si stiano costruendo le condizioni per esperienze unitarie segnate il più possibile da caratteri di discontinuità rispetto alle pratiche del passato e programmaticamente e politicamente alternative alle coalizioni imperniate sul PD, in grado di raccogliere l’adesione di tutte le forze che si muovono alla sinistra di esso, su obbiettivi esplicitamente anti-liberisti. in opposizione alle politiche di austerità e capaci di rianimare una partecipazione democratica umiliata

Queste esperienze dimostrano la ormai definitiva consumazione della esperienza del centrosinistra, del tentativo di attenuare le conseguenze delle scelte liberiste sui governi regionali e la necessità che anche nelle regioni si affermi una possibilità radicalmente alternativa, volta a fare delle istituzioni locali un avamposto dell’affermazione di un altro modo di combattere la crisi.

Ove manchino le condizioni per la costruzione di liste unitarie dell’insieme delle forze e dei movimenti della sinistra, l’Altra Europa guarda con attenzione a tutti i tentativi che non siano mossi da mere logiche identitarie che tanto male hanno fatto in passato (L’Altra Europa non ha il problema di “apparire per apparire”). E lavora per produrre comunque il massimo di unità a sinistra delle coalizioni imperniate sul Pd, e per contrastare e denunciare i gravi comportamenti che in tanti territori stanno riducendo la possibilità democratiche, a partire dall’approvazione di leggi elettorali con premi di maggioranza esbarramenti proibitivi che mettono in discussione i fondamenti del governo democratico di quei territori.

Nello stesso tempo crediamo che, dove si sono create le condizioni per la presenza di liste unitarie alternative al Pd e alle sue politiche di austerità, sarebbe estremamente negativa la presentazione di liste minoritarie che producono divisioni e frammentazioni in schieramenti alternativi unitari.

L’altra Europa con Tsipras- Comitato di transizione

31 marzo 2015

Condividi: