La Gue a Strasburgo: mozione ambigua sulle unioni civili ( da Il Manifesto)

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Inne­sca la mic­cia con un tweet l’eurodeputato Pd di rito civa­tiano Daniele Viotti, atti­vi­sta gay e co-presidente dell’Intergruppo sui diritti glbt: «Tutti lì a guar­dare come han votato que­sta o quello del Pd. Io guar­de­rei più a sini­stra per tro­vare le vere sor­prese». Un’allusione cri­tica (e un po’ crip­tica) al fatto che la mag­gio­ranza del gruppo della Sini­stra uni­ta­ria (Gue/Ngl), dove sie­dono i tre eletti con la Lista Tspras, si è aste­nuta sulla riso­lu­zione. Un testo, quello a firma dell’eurodeputato mila­nese Anto­nio Pan­zeri (Pd), che affronta il tema dei diritti umani in ogni aspetto: vi sono capi­toli sulla pena di morte, sulla libertà di coscienza, sui diritti delle donne e molto altro.

Spiega le ragioni dell’astensione Bar­bara Spi­nelli: «È un rap­porto con non pochi lati posi­tivi, ma con parec­chi para­grafi in parte ambi­gui o non con­di­vi­si­bili». Ad esem­pio: quelli rela­tivi alla mate­ria immi­gra­zione, o agli effetti nefa­sti sui diritti fon­da­men­tali delle poli­ti­che di auste­rità. Ma anche sui diritti glbt: il testo finale – votato da socia­li­sti e popo­lari – è molto annac­quato rispetto alla ver­sione ini­ziale, che con­te­neva posi­zioni ancora più espli­cite con­tro il divieto dei matri­moni egua­li­tari votato in alcuni Paesi dell’Ue. «È vero, ma l’astensione è un errore poli­tico – dichiara Viotti al mani­fe­sto – per­ché il mes­sag­gio com­ples­sivo della riso­lu­zione è deci­sa­mente favo­re­vole ai diritti glbt, invi­tando gli stati ad adot­tare leggi sui matri­moni o unioni civili. Per que­sto la stra­grande mag­gio­ranza del gruppo Pd ha votato a favore di que­sta indi­ca­zione». Al di là della que­stione in sé, l’esponente civa­tiano afferma la neces­sità della media­zione con il gruppo dei popo­lari (Ppe): «In par­la­mento a Stra­sburgo non c’è una mag­gio­ranza pro­gres­si­sta, e quindi le rela­zioni come quella sui diritti umani non pos­sono pas­sare senza i voti del Ppe: dob­biamo deci­dere se non appro­vare nulla, o se cer­care le media­zioni più avan­zate pos­si­bili», con­clude Viotti.

Non la pensa così Eleo­nora Forenza, eletta all’Eurocamera con la Lista Tsi­pras insieme a Spi­nelli e Cur­zio Mal­tese: «I numeri per appro­vare una rela­zione migliore ci sareb­bero stati: oltre alle forze col­lo­cate a sini­stra del Ppe dob­biamo con­si­de­rare anche il Movi­mento 5Stelle, che su molti punti era d’accordo con noi. In realtà, il pro­blema è che i socia­li­sti cer­cano sem­pre innan­zi­tutto l’accordo con i popo­lari, e solo dopo con gli altri gruppi. E sta­volta il peso dei popo­lari si sente molto: il risul­tato finale della riso­lu­zione non mi sem­bra una media­zione da giu­di­care posi­ti­va­mente». Alcune dele­ga­zioni del gruppo della Sini­stra uni­ta­ria hanno votato con­tro (gli spa­gnoli di Pode­mos, i ciprioti di Akel e i comu­ni­sti por­to­ghesi del Pcp), la gran parte si è aste­nuta, men­tre hanno votato a favore i rap­pre­sen­tanti dei par­titi rosso-verdi nor­dici. «Deve essere chiaro – spiega Forenza – che per noi nella riso­lu­zione Pan­zeri ci sono cose molto impor­tanti: e infatti su sin­goli para­grafi abbiamo votato a favore, o abbiamo con­tri­buito a respin­gere emen­da­menti peg­gio­ra­tivi che veni­vano da destra. La nostra asten­sione non va con­fusa in alcun modo con un’indifferenza nei con­fronti dei diritti di gay e lesbiche».

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