Studenti 12 marzo- l’adesione de L’altra Europa con Tsipras

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Mentre migliaia di cittadini hanno sottoscritto, dopo un grande dibattito i massa, una legge di iniziativa popolare profondamente alternativa, la LIP, una vera riforma, sottoscritta da decine di parlamentari, indicando così la strada da percorrere, il governo, con la solita grancassa propagandistica, presenta una riforma che non risolve nessuno dei problemi, dalle classi pollaio, alla cronica e drammatica mancanza di risorse, per il diritto allo studio, come per il funzionamento quotidiano delle scuole. Che pretende contributi dalle famiglie che hanno i figli alle scuole pubbliche, ma prevede esenzioni fiscali per quelle che si rivolgono alle scuole private.
Una riforma che aveva promesso l’assunzione di migliaia di precari, ma che di fatto vorrà dire blocco delle condizioni salariali per ben 9 anni e dividerà gli insegnati in lavoratori di serie A, con una loro cattedra, e di serie B (quasi il doppio dei primi), costretti a garantire la mobilità su tutto il territorio nazionale.
Una riforma che istituirà la figura del preside manager, quella del docente “mentor” che gestirà il sistema di valutazione degli insegnanti, che introdurrà gli “scatti di competenza”, concretizzati in 60euro in più in busta paga per gli insegnanti meritevoli, quelli che per esempio lavoreranno oltre l’orario stabilito. Tutte queste novità avranno come unico effetto quello di aumentare la competizione fra i docenti.
E ancora una riforma che prevede la creazione di laboratori sul territori per l’integrazione fra pubblico e privato e che teorizza il ricorso al lavoro gratuito e volontario di docenti in pensione. E’  previsto inoltre che gli studenti facciano sempre più ore di cosiddetta “formazione”, che in realtà si trasformeranno in lavori non retribuiti per privati.

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