Comitato di Transizione- report 1 marzo

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Anna Camposampiero

Massimo torelli

Alfonso Gianni

Antonella Leto

Antonio Canalia

Bia Sarasini

Chiara Giunti

Chiara Prascina

Costanza Boccardi

Ermanno Giacalone

Franco Campanella

Giacoma

Gian Paolo Patta

Giovanni Capobianco

Giovanni Torrisi (marche)

Laura Orsucci

Lucilla de Vito Franceschi

Marco Revelli

Massimo Angrisano

Pietro del Zanna

Raffaele Tecce

Raffaella Bolini

Roberto Musacchio

Rosa Rinaldi

Rosana Gava

Simonetta Astigiano

Spartaco Vitiello

Stefano Rizzi

Yorgos

Antonello Falomi

Antonia Romano

Antonietta Bottini

Giordana Moltedo

Antonio De Lellis

Argiris Panagopoulos

Cristina Quintavalla

Elena Mazzoni

Enrico Calossi

Francesco Lucat

Sauro Di Giovanbattista

Giulia Rodano

Monica Donini

Roberta Fantozzi

Roberto Morea

Presidenza:

Viene proposta Bia Sarisini. Accolta, nessuna obiezione.

Punti proposti come odg:

1. organizzazione assemblea

2. percorso della casa comune

3. Ardizio

In apertura mozione d’ordini di Bolini in cui si chiede di ottimizzare i tempi di intervento, proponendo la creazione di gruppi di lavoro dedicati che riportano al COT completo.

Durante la riunione si propone che i gruppi siano più di uno: su assemblea, questioni sociali e internazionali.

Si propone di trattare il punto 3 per primo, stabilendo di chiudere la discussione entro le ore 11.30.

Sul punto intervengono, nell’ordine:

Marco Revelli, Simonetta Astigiano, Laura Orsucci, Antonio Canalia, Massimo Torelli, Chiara Prascina, Alfonso Gianni, Massimo Angrisano, Rosa Rinaldi, Anna Camposampiero, Giulia Rodano, Yorgos, Franco Campanella, Bia Sarasini.

Sintesi del dibattito e della posizione espressa da tutti e tutte:

La scelta compiuta da Ardizio lo pone fuori dal nostro mondo. Una cosa è ricorrere a deputati (anche di partiti a noi non vicini) nella loro funzione, un’altra è condividere un palco come quello della manifestazione di sabato 28 febbraio, che sanciva la nascita della nuova destra in Italia, con la benedizione di Marina Le Pen, mentre L’Altra Europa sfilava compatta nel corteo in opposizione a Salvini. Antifascismo e antirazzismo fanno parte dei valori fondanti di AE.

Si invitano i comitati piemontesi a riunirsi quanto prima per segnalare al COT il nominativo in sostituzione.

Si esprimono a favore del diritto di replica:

Simonetta Astigiano, Laura Orsucci, Franco Campanella.

All’unanimità si assume che Claudio Ardizio, con la sua scelta, si è posto al di fuori dell’Altra Europa.

Viene rapidamente steso un comunicato nel merito che si riporta:

“Il comitato operativo nazionale  all’unanimità ritiene che Claudio Ardizio, con la sua grave decisione di partecipare a una manifestazione dal chiaro contenuto razzista e neofascista, intervenendo dal palco si sia consapevolmente messo fuori dal nostro mondo ed  in conflitto con tutti i valori fondanti su cui è nata e si caratterizza L’Altra Europa, facendo venir meno ogni rapporto di fiducia e di condivisione con il nostro collettivo. Invita quindi i comitati piemontesi a prendere in considerazione il caso e a procedere alla nomina di un nuovo rappresentante nel comitato di transizione nazionale stesso.”
Comitato di transizione
1 marzo 2105

Sulla modalità con cui comunicare la decisione presa debba essere comunicata emergono due posizioni differenti: comunicato stampa verso l’esterno o stralcio di verbale su liste interne.

Intervengono nel merito: Chiara Prascina, Massimo Angrisano, Rosa Rinaldi, Giulia Rodano, Alfonso Gianni, Bia Sarasini, Massimo Revelli, Roberto Musacchio, Raffaella Bolini, Antonio Canalia.

Viene messa in votazione la modalità con cui comunicare la decisione presa, invitando ad esprimersi su comunicato o stralcio.

Risultato della votazione (dei presenti in collegamento al momento della votazione):

15 comunicato

21 stralcio

2 astenuti

Viene quindi mandato in tempo reale lo stralcio del verbale (di cui sopra) a tutte le liste dell’Altra Europa.

2.punto odg: organizzazione assemblea

Sul punto intervengono: Marco Revelli, Alfonso Gianni, Gianpaolo Patta, Roberto Musacchio, Chiara Giunti, Sauro di Giovanbattista, Massimo Angrisano, Raffaella Bolini, Antonio Canalia, Roberta Fantozzi, Laura Orsucci, Ermanno Giaccalone, Giulia Rodano, Bia Sarasini, Rosa Rinaldi, Antonietta Bottini, Roberto Morea, Massimo Torelli, Argyris Panagopoulos, Anna Camposampiero, Antonello Falomi, Antonia Romano, Cristina Quintavalla, Costanza Boccardi, Enrico Calossi,

Sintesi del dibattito:

Si discute sugli accadimenti politici degli ultimi giorni, in particolare su “coailizione sociale” versus “coalizione politica” in cui la maggior parte degli interventi sottolinea come non vi debba essere contraddizione tra le due, e che il ruolo di AE deve essere agevolare la convergenza tra questi due percorsi, nella costruzione della casa comune. Dalla Grecia viene il segnale dello sbollo politico che viene dal legame tra sociale e politico: elemento di costruzione della rappresentanza politica punto chiave. Si sottolinea come i prossimi 4 mesi siano fondamentali, non solo per la Grecia.

In questa discussione si propone di appoggiare la mobilitazione sociale lanciata dalla Fiom per il prossimo 28 marzo.

Si rilancia la proposta di legare all’assemblea di aprile iniziativa di marzo (22 marzo?) da costruire con tutte le forze della manifestazione del 14 febbraio e incentrata su Grecia.

Si segnala l’importanza di provare a organizzare presenza a Francoforte per il 18 marzo in occasione di Blockupy BCE.

Si concorda che in fase di riunione il primo compito è definire la data dell’assemblea, i contenuti del percorso, che, nella maggior parte degli interventi, si ritiene essere in continuità con Bologna come orientamento politico.

In apertura di riunione si è proposto di organizzare gruppi di lavoro. La discussione sull’assemblea individua a grandi linee il mandato politico per il gruppo dedicato, che dovrà portare al COT una proposta di modalità, regole e calendario, entro la fine della settimana del 2 marzo.

Si propone che compito di questa assemblea, dopo la costituzione del proprio corpo sociale, sia legittimata a deliberare, e quindi avvenga per delegati.

Vi è un intervento contrario per timore di coptazione da parte delle forze politiche.

Si propone che i delegati si debbano formare attraverso assemblee territoriali stimolate e promosse da comitati territoriali (anche alla luce del censimento) e sulla base degli aderenti ai documenti presentati a Bologna. Viene posto il problema di stabilire una data di termine per la raccolta delle adesioni e di considerare che vi sono attivisti che fanno ancora riferimento ai documenti iniziali e che non hanno sottoscritto documenti a Bologna.

Vi è un intervento in cui si propone che i delegati vengano nominati dalle assemblee a prescindere dalle adesioni ai documenti, onde evitare il rischio di “correnti”.

Si propone che le adesioni possano avvenire online e su cartaceo, da caricare poi sul sito.

Viene fatta una proposta singola in cui si richiede strutturazione, con delegati espressi esclusivamente dai territori, escludendo criteri di rappresentatività, e anche su base di documenti locali.

Si propone che le assemblee territoriali siano aperte a tutte le realtà con cui interloquire.

Si propone di includere anche le singole persone a cui si chiede di contribuire a costruire la casa comune attraverso l’AE.

Si propone che compito del gruppo di lavoro anche tenere relazioni con territori: ruolo di contatto costante e non solo di espressione di un regolamento. In questo senso si propone che raccolga anche eventuali contributi che possano arrivare dai territori.
Si propone che alle assemblee territoriali partecipi almeno un membro del COT. Si richiede che vi sia però una posizione comune e condivisa da portare nelle singole assemblee.

Dopo una breve discussione, considerando sia il calendario (Pasqua 5-6 aprile) sia l’impegno richiesto ai territori per la preparazione di assemblee provinciali, si conferma come data il 18-19 aprile.

Vi sono sottolineature sul fatto che sia stabilita in ritardo rispetto a quanto concordato a Bologna, che comporterà un ritardo di discussione sulle imminenti elezioni regionali.

In conclusione di dibattito si stabilisce di mettere ai voti:

  1. assemblea per delegati
  2. delegati sulla base delle adesioni
  3. adesioni su base documenti nazionali

Risultati prima votazione:

32 si a favore dei delegati

1 no

1 astensione

1 non pervenuto (collegato ma non ha risposto alla chiamata al voto).

Dopo un breve dibattito viene dichiarata sospesa la seconda votazione perché si è riaperto il dibattito in fase di voto, perché non si trova accordo sui punti successivi al primo.

La riunione viene aggiornata alle 16.00-

La seconda parte della riunione vede essenzialmente l’assuzione di alcune decisioni, stante che la parte di dibattito si è tenuta nella prima parte.

Stabilito con la prima votazione che l’assemblea si farà per delegati, si tiene un breve dibattito da cui emerge che sarà a Roma, e che i delegati saranno nominati tramite assemblee provinciali.

Poiché la prossima assemblea non nasce dal nulla ma da un percorso, si propone di dare una formulazione al corpo sociale.

Si propone come formulazione:

“hanno diritto al voto coloro che hanno sottoscritto o sottoscriveranno i documenti presentati a Bologna e o anche solo al percorso in essi delineato”

Si demanda al gruppo di lavoro la modalità con cui attuare la nomina dei delegati.

Viene messa in votazione.

Passata a larga maggioranza

1 contrario

2 astenuti

Su richiesta, si mette a verbale che Roberta Radich, Simonetta Astigiano, Antonella Leto hanno deciso di non partecipare al voto.

Inoltre si concorda che le firme potranno essere raccolte sia on line che su supporto cartaceo, fatto salvo che per essere ritenute valide dovranno essere comunicate e registrate nazionalmente.

Si stabilisce che il gruppo di lavoro incaricato di stilare il regolamento e le modalità di svolgimento dell’assemblea è composto da:

Roberto Morea, Giordana Moltedo, Chiara Giunti, Ermanno Giacalone, Antonio Canalia, Giulia Rodano, Raffaele Tecce.

Il gruppo di lavoro si impegna a presentare un quadro di proposte entro 7 giorni.

Si propone che vi siano almeno 2 delegati per provincia, con parità di genere.

Si propone anche che i componenti del COT seguano personalmente le assemblee provinciali, e in questa attività essere delegati all’assemblea, senza per questo essere compresi nel numero dei delegati né della provincia di provenienza, né delle assemblee a cui partecipano.

Si propongono i componenti del gruppo responsabile dei rapporti per la costruzione di relazioni verso la casa comune:

Eleonora Forenza, Marco Revelli, Massimo Torelli.

Si mette in votazione.

Passata a larga maggioranza.

1 contrario

1 astenuto

Su richiesta, si mette a verbale che Roberta Radich, Simonetta Astigiano, Antonella Leto hanno deciso di non partecipare al voto.

Viene richiesto sostegno alla decisione autonoma di Filippo Zolesi di togliere Claudio Ardizio da tutte le mailing list che fanno riferimento all’Altra Europa con Tsipras, dopo i fatti di Roma.

Si mette in votazione:

passato a larghissima maggioranza.

Viene presentato il comunicato di adesione alla manifestazione del 28 marzo.

Si mette in votazione:

passato all’unanimità.

 Ulteriori definizioni di gruppi di lavoro approvate, integrabili da chi voglia farne parte, purchè all’interno del COT.

Gruppo di lavoro sulle iniziative sociali:

Roberta Fantozzi, Alfonso Gianni, Cristina Quintavalla, Bia Sarasini, Antonia Romano, Francesco Campanella

Gruppo di lavoro sulla Grecia:

si conferma l’attuale composizione, indicando come referenti principali chi non ha altre responsabilità: Raffaella Bolini, Rosa Rinaldi, Roberto Musacchio, Paolo Cento ( nel gruppo ci sono anche Roberto Morea, Antonello Falomi e Roberta Fantozzi)

Gruppo per seguire le istituzioni

Francesco Campanella, Antonello Falomi

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