BCE-GRECIA Noi stiamo con Atene che non accetta ricatti

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La decisione della BCE è una decisione politica, che non ha nulla a che vedere con un’impossibilità reale di risolvere il problema del debito greco secondo le proposte del tutto ragionevoli avanzate da Tsipras e Varoufakis, come di intervenire positivamente sui debiti degli altri stati europei, cresciuti negli anni della crisi per il salvataggio della finanza, gli squilibri dell’Unione Europea e per la stessa struttura distorta del sistema finanziario europeo.

La scelta mira a impedire qualsiasi cambiamento delle fallimentari politiche di austerità, vuole che si continuino a portare avanti le privatizzazioni di ogni bene pubblico, vuole che si continuino a demolire i diritti del lavoro e il welfare. Non è un caso che un documento del governo tedesco indichi come condizioni dirimenti da imporre al governo greco, il prosieguo del ruolo della Troika, le privatizzazioni, i tagli al settore pubblico, l’ulteriore riduzione del salario minimo e delle pensioni.

Bene ha fatto il governo Tsipras a rispondere in maniera categorica: NON ACCETTIAMO RICATTI.

Denunciamo il silenzio del governo Renzi, a sole 24 ore dall’incontro dello stesso Renzi con Tsipras.

La decisione della BCE rappresenta un salto di qualità del carattere antidemocratico ed autoritario delle politiche della Ue. E’ perciò gravissimo ed inaccettabile.  L’Altra Europa con Tsipras fa appello alle forze politiche e sociali, alle organizzazioni sindacali, al mondo della cultura e delle associazioni, per mettere in campo mobilitazioni immediate, a partire da iniziative nei confronti della Banca d’Italia che della BCE è azionista.

E’ in gioco il futuro dei diritti, della libertà e della democrazia in Europa. Mobilitiamoci tutte e tutti subito.

L’altra Europa con Tsipras

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