RINEGOZIARE IL DEBITO FA BENE ALL’ITALIA E ALL’EUROPA

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Se non vuole perdere definitivamente ogni credibilità, la UE dovrà immediatamente intavolare con il Governo di Alexis Tsipras una trattativa sulla questione del debito pubblico della Grecia.

Il Governo greco ha avanzato una proposta seria:

·        Indizione di una “Conferenza europea sui debiti sovrani” che si proponga di cancellare e ristrutturare una  parte del valore nominale del debito pubblico per renderlo sostenibile. E ‘successo per la Germania nel 1953, sia pure in un contesto storico-politico profondamente diverso dall’attuale. Può anche accadere oggi per il Sud Europa e per la Grecia.

·        Inclusione di una «clausola di crescita» nel rimborso della parte restante in modo che tale rimborso sia finanziato con la crescita e non attraverso leggi di bilancio.

·        Un periodo significativo di moratoria del pagamento del debito per recuperare fondi per la crescita.

·        Esclusione degli investimenti pubblici dai vincoli del Patto di Stabilità e di Crescita.

A fronte di una disponibilità ad aprire con le autorità greche un dialogo, Commissione europea, Fondo monetario internazionale, BCE, cioè i responsabili del disastro economico, sociale e finanziario in cui é stata fatta precipitare la Grecia, non solo rifiutano di prendere in considerazione ogni ipotesi di cancellazione parziale del debito, ma pretendono di condizionare la trattativa alla prosecuzione delle fallimentari “riforme strutturali” che per il popolo greco hanno significato liberalizzazione del mercato del lavoro, licenziamento di 15.000 dipendenti pubblici, congelamento dei salari, soppressione della tredicesima mensilità, tagli pesantissimi alla sanità, aumento dell’IVA al 23%. Più o meno ciò che é stato fatto in Italia senza l’intervento nefasto della “Troika”.

Le proposte avanzate dal Governo greco non riguardano soltanto la Grecia. Riguardano tutti i popoli europei, a cominciare da quelli del Sud Europa, che hanno pagato duramente sulla loro pelle la politica di austerità.

Siamo convinti che occorra mettersi rapidamente alle spalle la vera e propria abdicazione degli Stati a favore delle elités economico-finanziarie che hanno potuto fruire in questi anni di ingenti quantità di denaro a carico dei bilanci pubblici che, assieme alla privatizzazione della gestione del debito, hanno portato a una crescita enorme dei debiti pubblici.

Per questo pensiamo che una “Conferenza europea sui debiti sovrani” non riguardi soltanto la Grecia ma tutti i Paesi europei che intendono dire basta alle fallimentari politiche di austerità.

Per questo stiamo raccogliendo le firme nel Paese a sostegno di una proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare di revisione dell’articolo 81 della Costituzione che garantisca che i diritti fondamentali da essa previsti non vengano subordinati alle ragioni del mercato e dell’equilibrio dei bilanci.

Per questo chiediamo a tutte e tutti di attivarsi immediatamente a ogni livello e in ogni luogo, politico, istituzionale o sociale che sia, perché la Grecia non sia lasciata sola nella trattativa che si deve aprire.

Crediamo sia molto importante che in tempi rapidissimi il Parlamento italiano verifichi quali siano gli intendimenti del Governo Renzi e lo impegni a una chiara posizione a favore di un’altra politica di gestione dei debiti pubblici dell’Eurozona. Per questa via si potrà verificare in Parlamento se le diffuse manifestazioni di apprezzamento e disponibilità nei confronti di Alexis Tsipras, corrispondano alla reale volontà di un definitivo rovesciamento delle politiche di austerità o se, invece, siano soltanto chiacchiere buone per i talk show televisivi.

Riteniamo altrettanto importante che questa discussione viva nel paese: coinvolgendo regioni e comuni costretti dalle politiche di austerità a una costante riduzione della loro capacità di dare risposte ai bisogni sociali, coinvolgendo il mondo del lavoro che ha pagato e sta pagando un prezzo altissimo in termini di occupazione, retribuzioni, diritti a quelle stesse politiche.

La possibilità aperta dalla vittoria di Syriza, non riguarda solo il popolo greco, riguarda tutti i popoli europei e persino la diminuzione dei rischi di instabilità a livello globale, ed è nella responsabilità di tutte e tutti fare  quanto sta nelle proprie mani perché essa possa aprire realmente una stagione nuova.

L’altra Europa con Tsipras

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