Il governo Tsipras al lavoro, con coerenza e radicalità

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Il governo di Tsipras ha annunciato già il rientro nel lavoro delle donne delle pulizie del ministero delle Finanze e dei custodi delle scuole, licenziati dai governi greci sottomessi alla Troika. Inoltre ha annunciato il ripristino della tredicesima ai pensionati che ricevono pensioni sotto gli 700 euro. Nei primissimi atti del governo c’è il ripristino del salario minimo ai livelli prima della crisi, il ripristino dei contratti collettivi di lavoro e la contrattazione collettiva. Tsipras ha subito posto in primo piano la proposta di una Conferenza per il debito e un piano per lo sviluppo e l’occupazione con investimenti pubblici, mentre il nuovo ministro degli Esteri greco ha fermato per il momento le nuove misure contro la Russia e si è schierato a fianco del popolo palestinese.

È importante vedere i “ragazzi della generazione di Genova” partecipare anche con incarichi di governo alla lotta per un altro mondo possibile. Perché da piazza Alimonda a piazza Syntagma c’è stato un filo interrotto di lotte politiche e sociali che rivendicano democrazia, diritti e solidarietà contro la repressione.  Come importante vedere nel governo una donna che ha tenuto la testa alta, tra le torture e le sevizie della dittatura dei colonnelli, pur segnalando la ancor debole presenza di donne nel governo.

 

Dopo i primi momenti in cui è sembrato che tutti, anche quelli politicamente più lontani da Tsipras, salissero sul carro del vincitore puntualmente è incominciato un fuoco di sbarramento verso il nuovo governo e il nuovo leader.

Due i punti su cui questo fuoco si concentra. Il primo è il presunto carattere da larghe intese a seguito dell’accordo con la formazione di ANEL. La seconda è la campagna per cui la volontà espressa da Tsipras di ridiscutere il debito potrebbe trasformarsi addirittura in un danno per i cittadini italiani in quanto l’Italia stessa partecipa al fondo salva stati.

I primi atti e le prime misure prese dal nuovo governo sono tali da confermare da subito che c’è tutta la volontà, da parte dell’esecutivo insediatosi, di mantenere fede al programma presentato agli elettori e di intervenire con forza per migliorare immediatamente la vita delle persone e per rilanciare l’economia devastata dalle politiche di austerità. Tsipras è il primo Presidente del Consiglio greco che compie un atto di laicità sin dal giuramento per l’insediamento e che subito rende omaggio alla storia partigiana del suo Paese.

Il primo Consiglio dei ministri vara immediatamente provvedimenti radicali di innalzamento del salario minimo, di ripristino della contrattazione collettiva, di rilancio dei servizi vitali e di blocco della svendita delle infrastrutture del Paese. Questi provvedimenti dimostrano che la scelta di alleanza per il governo ha una direzione opposta a quella delle larghe intese che da anni impongono l’austerità in Europa. In assenza, sia pure per soli due seggi, di una maggioranza assoluta di Syriza, Tsipras, come aveva detto in campagna elettorale, si è rivolto alle forze che non portano la responsabilità di avere consegnato il Paese alla Troika e di averlo drammaticamente impoverito. Ha ricevuto il diniego del KKE e l’assenso di ANEL.

Ha quindi formato un governo, con un numero ridotto di ministri ma particolarmente qualificati, tutto teso a perseguire con immediatezza e con coerenza le linee del programma di Salonicco presentato agli elettori ed elettrici ed all’Europa. Programma di Salonicco che, come noto, prevede una ridiscussione complessiva di tutti i debiti pubblici maturati in Europa. Debiti pubblici ascrivibili alle colpe delle vecchie classi dirigenti, in massima parte riferibili ai partiti delle larghe intese, e cioè popolari e socialisti. Ma anche, e soprattutto nel corso degli ultimi anni, accresciuto e reso strutturale  a causa delle politiche europee che non hanno prodotto una reale integrazione economica ma al contrario un approfondimento dei differenziali a partire da quelli esportativi e di occupazione a favore delle economie più forti che hanno lucrato su quelle più deboli. Con un ruolo della Troika, della BCE e del fondo salva stati che ha favorito vere e proprie speculazioni sullo stesso sistema dei prestiti e una loro finalizzazione prioritaria al salvataggio delle banche e non delle economie.

 

Conferenza sui debiti e piano europeo di rilancio di uno sviluppo qualificato e armonizzato sono soluzioni che interessano tutta l’Europa, a partire dai Paesi più indebitatisi in questo quadro come anche l’Italia. La larga simpatia che Tsipras riceve tra i cittadini del nostro Paese è dunque ben riposta in una politica che porta con sé un interesse generale per tutti e tutte coloro che sono stati drammaticamente colpiti dalle politiche liberiste e dalla austerità. L’Altra Europa con Tsipras continuerà in modo permanente la propria campagna di informazione sugli atti del governo greco e intensificherà le proprie relazioni con Syriza, con Podemos, con il Partito della Sinistra Europea e con tutte quelle forze, mediterranee ed europee, che si battono perché si ponga fine a politiche dimostratisi fallimentari e si apra un nuovo corso per l’Europa.

Siamo altresì impegnati a chiedere che si determinino sulle proposte del governo greco pronunciamenti chiari anche dal nostro Paese.

 

L’Altra Europa con Tsipras

 
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