Per i diritti dell’ambiente e delle popolazioni

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Un intero territorio, vittima della devastazione ambientale prodotta dalla ricerca del massimo profitto da parte di poteri economici e politici così come di quelli criminali, ancora una volta alza la voce per chiedere giustizia, per affermare il suo diritto al futuro, difendere i suoi prodotti sani e coltivati in terreni salubri.

Sono passati solo pochi giorni dalla sentenza della Corte di Cassazione, che ha annullato per prescrizione la condanna ai responsabili delle tremila morti già avvenute per colpa dell’amianto della Eternit. Come se il tempo potesse cancellare un crimine abominevole, che nel tempo continuerà invece a produrre migliaia di vittime.

Il 29 novembre L’Altra Europa terrà la sua manifestazione nazionale a Roma.

Alla fine del semestre italiano di presidenza dell’Unione Europea, saremo in piazza per chiedere un radicale cambiamento delle politiche che sono alla base delle scelte europee e del governo nazionale.

Dal palco di Piazza Farnese, alla vigilia dello sciopero generale per il lavoro e i diritti del lavoro, saremo vicini alla marcia di Casal di Principe, ai familiari delle vittime di Eternit, dell’ILVA di Taranto, della Tirreno Power a Vado Ligure e alle loro comunità, agli alluvionati liguri e delle altre regioni italiane, a tutte le altre comunità vittime di biocidio e di devastazione ambientale. 

Saremo con le vertenze per la difesa del territorio e dei beni comuni, con il movimento per l’acqua pubblica che scenderà di nuovo in piazza a Napoli il 28 novembre. Saremo con tutte le forze e i movimenti che lottano contro lo Sblocca Italia, con il quale il Governo Renzi regala il nostro paese ai devastatori ambientali: le trivellazioni, le grandi opere inutili e imposte, il MUOS e la TAV, il trasporto su gomma e il petrolio non garantiscono il futuro, al contrario lo distruggono. 

Siamo con i cittadini, le associazioni ambientaliste, il sindacato, gli enti locali che chiedono di essere ammessi come parte civile nei processi a carico dei responsabili delle devastazioni ambientali. Chiediamo una legge giusta contro i disastri ambientali. Chiediamo piena luce sulle complicità e connivenze istituzionaliCi associamo alle richieste di un grande investimento pubblico per il risanamento e la messa in sicurezza del territori gestito in modo trasparente e partecipato, capace di produrre salute e lavoro.

 
Queste battaglie sono anche le nostre. Per mettere al centro il lavoro, il reddito di tutti e la difesa incondizionata della salute e dell’ambiente, per evitare che non solo il tessuto produttivo e la convivenza civile del paese siano condannate a un irreversibile degrado, ma anche i più elementari diritti alla vita e alla dignità di ciascuno vengano irreversibilmente compromessi.

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