Verità e giustizia per Rémi.

0

Rémi, 21 anni, è morto in Francia 

mentre si opponeva alla costruzione della diga del Tarn.

Solidarietà alla famiglia e ai movimenti francesi.

Verità e giustizia per Rémi.

Basta con le grandi opere inutili e imposte.

Basta con la militarizzazione che le protegge.

Sabato 25 ottobre nella regione del Tarn, nel sud della Francia, è morto Remi Fraisse, 21 anni. E’ stato trovato nel bosco, ucciso secondo gli inquirenti da una violenta esplosione. 

Aveva partecipato a una manifestazione contro il progetto faraonico per la costruzione di una diga che dovrebbe servire ad assicurare un lago artificiale da 1,5 milioni di metri cubi d’acqua. 

Con la scusa di garantire l’irrigazione delle terre confinanti, il progetto è un favore a pochi proprietari terrieri che sviluppano agricoltura intensiva. Il lago prodotto dalla diga distruggerebbe un prezioso habitat naturale che protegge decine di specie rare. 

Proprio oggi alcuni esperti avrebbero consegnato alla prefettura del Tarn il loro parere: l’analisi tecnica sarebbe assolutamente contraria all’opera.

Intanto però i lavori sono iniziati. Dal primo settembre le ruspe sono all’opera per distruggere il bosco di Sivens, protette dalle forze dell’ordine attraverso l’uso di mezzi sproporzionati ed aggressivi contro i manifestanti: lacrimogeni, proiettili di gomma, bombe assordanti.

La manifestazione di sabato si era svolta nel pomeriggio in modo pacifico e determinato. In nottata si sono avuti degli scontri. Gli organizzatori chiedono che venga fatta luce sulla morte di Remi, accusando in ogni caso la polizia di aver lanciato granate per disperdere i manifestanti e di aver reagito in maniera sproporzionata.

In tutta la Francia si stanno tenendo manifestazioni di protesta. 

Inviamo il nostro abbraccio collettivo alla famiglia, agli amici e ai compagni di Remi. Ci associamo alle richieste dei movimenti francesi perché sia fatta verità e giustizia. 

Confermiamo l’impegno comune contro le grandi opere inutili e dannose che uccidono il territorio, l’economia reale – e le persone.

 

L’altra Europa con Tsipras

Condividi: