La Causa Giusta- in piazza L’altra Europa

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LA CAUSA GIUSTA

NO ALLA TROIKA: RENZI, JUNCKER, DRAGHI.

IN PIAZZA LALTRA EUROPA!

PER I DIRITTI, IL LAVORO, IL REDDITO, LA DEMOCRAZIA.

PER L’AMBIENTE, I BENI COMUNI, LA PACE.

il 29 novembre a Roma

LItalia è nel semestre di presidenza dellUnione Europea

Risultato: le condizioni di tutti e tutte peggiorano

Matteo Renzi scatena un attacco al lavoro e contro quel che resta dell’art.18 proprio quando è presidente di turno del’UE: un fatto altamente simbolico. Il Jobs Act non è la risposta al precariato poiché rende tutti e tutte precari a vita. E’ il colpo di grazia finale ai diritti dei lavoratori dopo anni di “riforme”. Il programma di Renzi è quello di Marchionne e il profitto non sopporta diritti e democrazia.

Burocrazie europee e governi portano avanti la devastazione delle costituzioni materiali e formali su cui si fondavano la democrazia e il modello sociale europeo. Mentre in tutta Europa le politiche del rigore continuano a produrre disoccupazione, ingiustizia sociale, povertà e chiusura delle piccole e medie imprese.

Il governo Renzi spicca perfino nell’Europa attuale, che pure non brilla per democrazia. L’attacco alla Costituzione con le pretese riforme è sotto gli occhi di tutti. E il vantato decreto “Sblocca Italia” procede nell’aggressione al territorio, all’ambiente e ai beni comuni, mentre va avanti lo smantellamento del welfare e dei servizi sociali. Ogni forma di relazione organizzata tra cittadini e Stato è delegittimata. Ciascuno è sempre più solo con i propri problemi. A tal punto che vanno moltiplicandosi i suicidi “economici”, perfino quelli pubblici e per fuoco.

LA NUOVA COMMISSIONE EUROPEA AGGRAVA LA CRISI.

Il super falco Jyrki Katainen è il super Commissario alla Economia. Altro che successo di Renzi in Europa! Katainen è un protetto della Merkel e avversario dichiarato dei paesi del Sud Europa. Continua a proporre rigore, austerità e riforme strutturali; tagli, privatizzazioni e svendita dei beni comuni.

Un reazionario, Tibor Navracsics, è il Commissario a Cultura, Educazione, Gioventù e Cittadinanza, mentre il suo partito al governo in Ungheria manda la polizia nelle sedi associative e ha soppresso per legge la libertà di stampa.

Un’espressione diretta della City di Londra, l’ex-lobbista Jonathan Hill, fa il Commissario ai servizi finanziari!

All’Ambiente va lo spagnolo Miguel Arias Canete, esponente della lobby dei petrolieri che nel suo paese ha per primo autorizzato le trivellazioni nel mare delle Canarie mentre era azionista di società petrolifere,

All’Immigrazione e agli Affari interni va il greco Dimitris Avramopoulos, costruttore e difensore strenuo dell’Europa-fortezza. Quella che solo nei primi otto mesi del 2014 ha provocato la morte di 3.072 migranti, cioè il 75% di tutte le vittime di migrazioni “clandestine” su scala mondiale.

Con questa Commissione in Europa l’austerità continua: finanza e banche saranno sempre più prospere, ma non ci sarà nessuna speranza di miglioramento per i cittadini. La Commissione Europea assume sempre più le sembianze di un consiglio di amministrazione delle imprese multinazionali e di un organo di rappresentanza politica delle grandi ricchezze.

LE RAGIONI DELL’ALTRA EUROPA SONO SEMPRE PIÙ FORTI E URGENTI.

Ci sono tutte, le ragioni per lottare contro l’austerità e contro tutti coloro che la sostengono. Le ragioni di una lotta di liberazione dell’Europa e di tutti i suoi territori dal neoliberismo e dalla stretta antidemocratica.

Ci sono tutte, le ragioni di una lotta per conquistare una nuova economia sociale e la giustizia climatica. Per questo sosteniamo un New Deal Europeo che crei nuovi posti di lavoro realizzando la riconversione ecologica dell’economia, a partire dalla cancellazione del Fiscal compact e della Troika. E per questo chiediamo la riconsiderazione europea dei debiti per ridurne il peso ingiusto e liberare risorse per un’economia condivisa ed equa. Vogliamo la ri-localizzazione dell’economia che si sostituisca alla logica del TTIP e dei trattati di libero scambio per salvare il lavoro, il territorio, le produzioni locali, i beni comuni e per contrastare il cambiamento climatico.

Ci sono tutte, le ragioni di lotta per ottenere finalmente un reddito di cittadinanza per tutte e tutti gli europei, per affermare il diritto alla dignità di ogni persona.

Ci sono tutte, le ragioni per affermare il diritto dei non umani alla vita e alla dignità: soggetti di vita senziente, emotiva, cognitiva, eppure sempre più spesso ridotti a cose, materie prime o merci al servizio del massimo profitto.  

Ci sono tutte, le ragioni di una politica estera di pace autonoma e non allineata, di fronte al gigantesco e tragico riassetto dei poteri globali, compiuto con la forza dalla guerra diffusa e dall’economia, a cui l’Europa partecipa direttamente e agli ordini della Nato e dei mercati.

Ci sono tutte, le ragioni di un’Europa che non sia fortezza, che predisponga corridoi umanitari affinché profughi e richiedenti-asilo possano approdarvi senza rischiare la vita, che riconosca il diritto alla libera circolazione, che crei sistemi d’accoglienza rispettosi e sottratti alla logica dell’emergenza, che tratti i/le migranti come cittadini.

Ci sono tutte le ragioni per cambiare l’Italia sul serio, porre fine all’attacco liberista a chi lavora, alla strumentale divisione tra chi è “garantito” e chi no, all’ancora più strumentale contrapposizione tra anziani e giovani. Il lavoro è un diritto, e invece le persone che lavorano – o che cercano lavoro- non possono essere ridotte a merce, private di diritti e dignità, costretti a mettere a totale disposizione del mercato la loro forza, le proprie competenze, spesso la propria vita.

Noi vogliamo mettere in campo la forza di chi lavora, e di chi un lavoro non ce l’ha. Dei precari e dei lavoratori a tempo indeterminato che si avviano anche loro a diventare precari o a lavorare per sempre, a causa della riforma delle pensioni. Dei migranti e delle migranti che, lavoratori o precari o disoccupati che siano, sono sempre doppiamente a rischio. Dei giovani e delle giovani, delle madri singole, degli anziani e delle anziane che sempre meno ce la fanno a garantire quel minimo di benessere che fino ad oggi ha attutito i colpi della crisi.

Non solo difendiamo l’articolo 18, ma ci battiamo anche perché venga ripristinato nella formulazione originaria dello Statuto dei Lavoratori e venga esteso a tutti e tutte. Vogliamo nuovi pieni diritti per tutte le nuove forme di lavoro, abrogando tutte le leggi che hanno determinato la precarietà. E ci battiamo perché a ciascuno venga garantito il reddito di cittadinanza necessario perché a ciascuna persona, qualunque siano le sue condizioni sociali culturali o materiali, sia riconosciuto il diritto di vivere degnamente.

Ci dicono che è impossibile, ma la sola cosa impossibile è continuare così. E’ incredibile fino a quel punto si mistifichi la realtà, ricorrendo a demagogia e populismo, e si spacci come nuove le stesse politiche neoliberiste che da trent’anni devastano vita e benessere in tutto il pianeta.

Bisogna cambiare le priorità, mettere al primo posto i diritti delle persone, dell’ambiente, dei territori e delle comunità in cui viviamo. Le risorse per farlo ci sono: basta ridistribuirle – e abbandonare i dogmi del liberismo e del mercato.

PRIMA LE PERSONE. Lo abbiamo detto, lo ripetiamo.

PRIMA LE PERSONE, L’AMBIENTE, IL TERRITORIO. PRIMA LA PACE.

Per queste ragioni, molteplici e aperte, da arricchire con il contributo di quella larga e diffusa altra Italia che vive nelle tante lotte, buone pratiche, esperienze, culture democratichedi cui è pieno il nostro paese

                                                                INVITIAMO

persone, movimenti, organizzazioni della cittadinanza attiva, forze organizzate sociali e politiche, esperienze collettive che avvertono il bisogno, per darsi più forza,di aumentare la convergenza e di unita

a incontrarsi, a discutere, a connettersi per ritrovarsi insieme il 29 novembre a Roma a  una grande manifestazione unitaria e plurale, per un cambio radicale di rotta in Italia e in Europa, contro il governo Renzi e l’Europa dell’austerità di Juncker.

Licenziamoli per giusta causa. Se ne devono andare! DallItalia. DallEuropa.

LA CAUSA GIUSTA

Roma 1 ottobre 2014

www.listatsipras.eu

lettera pdf per costruzione 29

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