Renzi e l’attacco dell’art.18

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Naturalmente Renzi dirà che non obbedisce ma che e’ lui che vuole riformare. In realtà c’e una convergenza di intenti. E comunque se fosse vero che la scelta di attaccare l’art.18 è sua, di Renzi, ciò lo rende ancora più colpevole.

L’art. 18 e’ stato gia’ manomesso cosi’ come tutto il diritto del lavoro. Ciò non ha portato occupazione ma grande sofferenza in un Paese con tasso di occupazione bassissimo e unita produttive frammentate. Queste scelte sciagurate non hanno aiutato le imprese che con l’austerita hanno perso in Italia, nel manifatturiero, il 20% del loro numero e il 25% della loro produzione. E’ l’austerita che uccide e non il diritto del lavoro. Ipocrita e trita è il solito ritornello delle tutele ai precari: i precari sono stati creati da queste politiche e non dall’articolo 18 e avrebbero bisogno di veder cancellate le pessime leggi che sanciscono la precarietà, di avere politiche del lavoro, di prevedere il reddito di cittadinanza.

Renzi minaccia anche le elezioni. Forse un bluff e un ricatto, non ci impressiona. Noi dell’AltraEuropa con Tsipras  contribuiremo con tutte le nostre forze e insieme a tante realtà sociali alla costruzione dell’opposizione piu’ netta allo stravolgimento della Costituzione, alla cancellazione dell’art.18, ai diktat del super falco Katainen e a rappresentare una alternativa a Renzi, ai suoi vari alleati di destra, e alla “Europa reale”.

L’altra Europa con Tsipras
comitato operativo.

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