No al Muos, smilitarizziamo la Sicilia. Sigonella aeroporto di pace

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L’ASSEMBLEA NAZIONALE RIUNITA A ROMA IL 19 LUGLIO 2014

Condivide e sostiene le iniziative promosse dal movimento “No Muos” e per “la smilitarizzazione di Sigonella” di cui l’impianto di Niscemi costituisce una metastasi funzionale.

Dall’inizio delle avventure militari e neocoloniali scatenate, dopo la fine della guerra fredda, dagli USA in Iraq, in Afghanistan, in Libia, in Egitto, Tunisia, Siria e nell’Africa centro meridionale, soprattutto in  paesi interessati alla produzione e al trasporto degli idrocarburi, la presenza americana a Sigonella ha assunto caratteri di maggiore gravità rispetto al passato.

Si è moltiplicata la presenza di militari, di voli di aerei convenzionali e di micidiali Droni che uccidono, assieme a presunti terroristi,  numerosi civili. Droni con cui si combatte una guerra non dichiarata contro movimenti islamici che erano stati suscitati e sostenuti proprio dal Pentagono e dalla CIA in funzione antisovietica a cominciare dall’Afghanistan. Questi interventi sono risultati non solo esiziali per le istituzioni e la vita dei paesi  coinvolti ed hanno suscitato l’esodo di centinaia di migliaia di rifugiati, ma hanno segnato specialmente in Afghanistan e in Iraq una netta sconfitta per gli USA. A partire dalla Siria però i paesi europei aderenti alla NATO come la Germania e la stessa Italia hanno rifiutato la partecipazione a una nuova avventura militare. Di recente   in occasione dell’intervento in Ucraina per  fare passare questo paese nell’area della NATO e creare così nuovo motivo di contrasto contro la Russia di Putin,  molti paesi europei hanno assunto  atteggiamenti meno drastici   anche per salvaguardare i rapporti economici di dipendenza dalle forniture di gas dalla Russia.

Dall’inizio di queste avventurose imprese mediorientali è stato vietato dai comandi USA l’atterraggio di emergenza  a Sigonella degli aerei  dirottati da Fontanarossa a causa dell’attività dell’Etna. Anzi l’aumento dell’attività della base  ha reso molto più pesante la dipendenza del traffico civile dal radar militare   USA.

L’aeroporto di Fontanarossa rappresenta una grande realtà economica e occupazionale per la Sicilia e con i suoi quasi 7 milioni di passeggeri occupa il terzo posto in Italia  dopo Fiumicino  e Malpensa e può ancora espandersi.

Alle difficoltà derivanti dal vulcano e dalla dipendenza da Sigonella si è aggiunto negli ultimi tempi l’incapacità dell’attuale pista ad accogliere gli aerei di oltre trecento posti che vengono utilizzati sempre di più sia nelle rotte internazionali che in quelle nazionali.  

Per allungare la pista fino a 1.300 metri  per poter accogliere questi aerei l’amministrazione Bianco, che non ha più osato chiedere, dopo le ultime eruzioni dell’Etna, l’uso di Sigonella, si sta mediaticamente impegnando in un complesso progetto per la costruzione di un passaggio sotterraneo per la ferrovia. Questa proposta non è ancora formulata con un progetto esecutivo, non è soprattutto finanziata e non risolve i problemi di fondo dello sviluppo possibile e necessario nella Sicilia orientale che ha bisogno di un grande aeroporto che, oltre a raccogliere le esigenze di sette provincie su nove, possa assumere  al centro del Mediterraneo un ruolo di collegamento che porti allo sviluppo del turismo e delle attività collegate.

Nei tempi lunghi, oltre dieci anni,  che sarebbero comunque  necessari per portare a compimento il sottopassaggio ferroviario, è prevedibile che  la crisi dell’egemonia americana sbocchi in una fase finale per cui la richiesta di smilitarizzazione di Sigonella, e in conseguenza del Muos, diventerà un obiettivo raggiungibile da un’Europa che assuma finalmente un ruolo autonomo anche ne campo militare rispetto agli  USA.

La trasformazione di Sigonella in aeroporto civile rappresenta per l’Europa un’occasione per stabilire nuovi collegamenti economici e politici  con i paesi arabi e musulmani, a cominciare dall’area del Mediterraneo,  e con tutti i popoli del mondo.

L’Assemblea impegna perciò il gruppo parlamentare europeo, e le altre rappresentanze ad esso collegate, a svolgere iniziative sostenute da un’azione di mobilitazione di base per fare in modo che la nuova Europa, anche per quanto riguarda l’unificazione delle forze militari dei paesi aderenti,  possa aprire una nuova fase di  pace  e di  collaborazione con tutti i popoli del mondo. 

Seguono le firme in ordine alfabetico

Massimo Blandini

Anna Bonforte

Cesare Borrometi

Giuseppe Castorina

Giusto Catania

Gabriele Centineo

Serena Cernecca

Nicola Cipolla

Giusy Clarke Vanadia

Sebastiano Coci

Mimmo Cosentino

Rosaria Costanzo

Angela Cuva

Angelo Di Naro

Giuseppe Gallenti

Antonio Ingroia

Francesco La Ferrera

Antonella Leto

Mariella Liberti

Mariano Lo Faro

Alberto Mangano

Antonio Mazzeo

Maria Grazia Monteleone

Gaspare Motta

Elio Romano

Paolo Rossi

Guglielmo Russo

Maurizio Sansone

Agata Sciacca

Toti Secchi

Domenico Stimolo

Emanuele Ungheri

Claudia Urzí

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