Lettera di Pablo Iglesias per la sua candidatura alla presidenza PE

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L’eccezionale situazione politica odierna in Europa richiede una risposta eccezionale, e non il perdurare di politiche fallimentari. La lezione più importante che forse possiamo trarre dall’esito delle elezioni europee è che i cittadini europei hanno rigettato ovunque lo status quo. Si è preso atto che il modello economico neoliberista, basato sull’austerità, sui principi di libero mercato e sulla protezione ad ogni costo degli interessi finanziari, è responsabile della devastazione economica nei paesi periferici, in particolare nell’Europa del Sud, facendo piazza pulita delle faticose conquiste in materia di diritti sociali, principi democratici, eguaglianza e sovranità popolare.
 
Oggi noi tutti, membri eletti, abbiamo il dovere e la responsabilità di difendere tali conquiste, e fermare il modo in cui l’Europa viene governata alle spalle dei cittadini. Sappiamo tutti fin troppo bene che questi metodi non hanno funzionato: abbiamo un continente governato da un un gruppo auto-referenziale di élite finanziarie mentre la maggioranza della popolazione dei paesi meridionali continua a essere punita con la povertà, la diseguaglianza e la perdita di sovranità.
 
Abbiamo dinanzi a noi un’opportunità straordinaria per iniziare un nuovo capitolo di cambiamento politico, per difendere i nostri diritti sociali e per rendere il processo decisionale europeo più democratico e trasparente. Questa è la ragione della mia candidatura.
 
Mi appello a tutte le forze progressiste in Parlamento, e in particolare quelle elette nei paesi meridionali, Portogallo, Spagna, Italia, Grecia, Cipro, nonché Irlanda e Francia, in quanto conoscete la realtà delle conseguenze sociali ed economiche dei programmi di aggiustamento nei vostri stessi paesi.
 
L’austerità decisa da pochi ha falcidiato la democrazia, rovinato il tessuto sociale nei paesi meridionali e distrutto le norme di tutela del lavoro. Avete constatato che la sottomissione ai diktat della Troika è economicamente inefficiente e drammatica in relazione ai diritti umani e sociali e alla povertà.
 
Ora vi chiedo, avete intenzione di votare per i vostri paesi, per il vostro popolo, o di votare per lo status quo, per le stesse facce che ci hanno portato sull’orlo del baratro? Avete intenzione di schierarvi con la democrazia e di ascoltare la voce dell’elettorato che chiede giustizia sociale, o di schierarvi con i meccanismi fallimentari che tutti conosciamo fin troppo bene?
 
Grazie,
Pablo Iglesias.
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