Capaci, 22 anni dopo le istituzioni continuano ad abbandonare i giudici

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I candidati Foti e Leto: “Per avere giustizia serve uguaglianza sociale”

Ventidue anni fa la strage di Capaci fu lo spartiacque fra un prima e un dopo nella storia d’Italia. L’uccisione del giudice Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo e dei tre poliziotti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, anticipò di qualche mese la strage di Via D’Amelio dove persero la vita il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti che lo proteggevano, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincezo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. La mafia usò il linguaggio delle bombe a cui lo Stato non ha ancora saputo dare una risposta chiara: “Per la ventiduesima volta sarò al corteo che ricorda le vittime della strage di Capaci. E per la ventiduesima volta mi scandalizzerò per le istituzioni che con una mano depositano fiori sulla tomba di Falcone e con l’altra ostacolano il pool del giudice Di Matteo che ne sta proseguendo il lavoro” accusa Antonietta Leto, candidata nella lista L’Altra Europa con Tsipras nel collegio Isole. “Sono 124 giorni che il movimento civile Scorta Civica chiede la protezione per i magistrati del pool di Palermo senza ottenere risposta. – continua Leto – Noi vogliamo una reale lotta alla mafia, non dichiarazioni di facciata e depistaggi delle indagini”.

 

La criminalità organizzata che ha ucciso Falcone e Borsellino gode ancora di ottima salute, anche se non usa più il tritolo per far sentire la sua voce. Come evidenziato dalla campagna “Miseria Ladra” di Libera e del Gruppo Abele, le mafie traggono vantaggio da una situazione di crisi economica e sociale che produce povertà: “La questione della legalità democratica in difesa dell’uguaglianza sociale e dei diritti deve riacquistare la centralità che merita. Per questo è nata la nostra lista” afferma Alfio Foti, candidato per la lista L’Altra Europa con Tsipras nel collegio Isole. “Siamo gli unici che stanno lavorando per un altro modello di sviluppo, purtroppo. Sarei contento se altre formazioni politiche considerassero la legalità uno strumento e la giustizia un valore. Se si parla di lotta alla mafia ma non si cerca ossessivamente la giustizia sociale, continuiamo a prenderci in giro” conclude Foti.

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