Un anno che ci manca il Gallo

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Don Andrea una volta mi chiese un parere su un tema che lo angosciava, la sua Comunità a Santo Domingo era proprietaria di un albergo i cui proventi finanziavano opere sociali in un piccolo “paradiso turistico” con troppi poveri nascosti dietro le quinte. Il suo cruccio non era lo scopo sociale di questo investimento, ma il fatto che si fosse proprietari di un bene materiale perché “noi non dobbiamo possedere niente”. Un dubbio quasi esistenziale che si trova nelle radici più profonde non solo del messaggio cristiano, ma anche di tante altre forma di spiritualità. Un principio che rende giustizia al concetto di armonia tra le varie forme del creato, senza scale gerarchiche e senza sancire diritti di proprietà.

Il Gallo per me, da laico, era questo: l’inizio e la fine di ogni utopia e anche un’affidabile partner per costruire cose concrete e soprattutto dare l’opportunità di farcela ai ragazzi, ai suoi ragazzi italiani o dominicani.

La speranza ci spinge a guardare sempre avanti e ci impedisci di abbandoni la lotta, Don Andrea ci ha sempre sostenuto infondendoci speranza e continuerà a farlo per sempre. 

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