La lista

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siamo la novità di questa campagna elettorale:l’unica lista nata dal basso, dalla mobilitazione di 220 mila persone che hanno firmato per noi. Candidati indipendenti, preparati, cittadini attivi che sceglieranno sempre prima le persone, poi i numeri
I CANDIDATI
IL PROGRAMMA

A sette anni dall’inizio della crisi economica mondiale, in Europa non se ne vede la fine. Tutti gli indicatori economici indicano che non abbiamo ancora raggiunto i livelli ante 2007. Anzi siamo ulteriormente regrediti. Sia che guardiamo il debito, o la crescita del Pil, o le diseguaglianze tra paese e paese e all’interno degli stessi, o l’andamento della produzione e della produttività, o il livello delle retribuzioni, o soprattutto la disoccupazione, emerge un quadro che non accenna a migliorare.
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I DIECI PUNTI DI FORZA
«Siamo radicali perché la realtà è radicale» (Alexis Tsipras)
Quando diciamo che siamo per un’Altra Europa, la vogliamo davvero e non solo a parole. Abbiamo in mente un ordine politico nuovo, perché il vecchio è in frantumi. Non può essere rammendato alla meno peggio.
In realtà il nostro è l’unico progetto che non si limita a invocare a parole un’altra Europa, ma si propone di cambiarla con politiche che riuniscano quel che è stato disunito e disfatto.
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COMITATO OPERATIVO
Il comitato operativo nazionale è stato composto dai garanti per lo svolgimento e la pianificazione delle attività di questo nostro percorso (appena conclusa la splendida raccolta delle firme). Il comitato potrà ampliarsi e in parte rinnovarsi a seconda delle esigenze che emergeranno.
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REFERENTI TERRITORIALI
Di seguito trovate l’elenco dei referenti regionali e territoriali per la raccolta delle firme. Come potete vedere, l’elenco è ancora provvisorio, ma contiamo di completarlo in tempi rapidi. In ogni caso, potete già rivolgervi ai referenti indicati per organizzare la raccolta delle firme.
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L’APPELLO INIZIALE
L’Europa è a un bivio, i suoi cittadini devono riprendersela. Dicono i cultori dell’immobilità che sono solo due le risposte al male che in questi anni di crisi ha frantumato il progetto d’unità nato a Ventotene nell’ultima guerra, ha spento le speranze dei suoi popoli, ha risvegliato i nazionalismi e l’equilibrio fra potenze che la Comunità doveva abbattere. La prima risposta è di chi si compiace: passo dopo passo, con aggiustamenti minimi, l’Unione sta guarendo grazie alle terapie di austerità.
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