Il secondo cantiere per l’Altra Europa

0

La grande “questione sociale” è da tempo rappresentata dalla realizzazione di un giusto equilibrio tra la garanzia e la protezione dei diritti di esistenza e di vita decente per tutti e la produzione, distribuzione ed uso sostenibile della ricchezza creata e disponibile.

Nell’Europa attuale centrata sul primato della crescita della ricchezza finanziaria privata (capitalizzazione borsistica) e delle regole del mercato, i diritti sono praticamente scomparsi, e la ricchezza predatrice finanziaria è diventata fonte di ineguaglianze e di ingiustizie sempre più gravi. Nel mercato e nel mondo della finanza non ci sono diritti. Quel che conta è il potere d’accaparramento individuale e corporativista della ricchezza prodotta a scapito della maggioranza degli abitanti della Terra, con dilapidazione dei beni della Natura.

I diritti possono essere garantiti con giustizia quando i beni ed i servizi essenziali e insostituibili per la vita ed il vivere insieme sono sotto la responsabilità ed il governo diretto dei poteri pubblici e dei cittadini.

Se la gestione dei servizi idrici o di una rete di ospedali è affidata a imprese quotate in Borsa non ci si può attendere che l’accesso a detti beni e servizi sia assicurato come un diritto umano individuale e collettivo. L’accesso è condizionato al pagamento di una fattura che consenta ai produttori dei beni e dei servizi di coprire i costi e ottenere il profitto più elevato possibile per il capitale investito. 

Nel caso dell’acqua, della salute e della casa, se i cittadini non pagano le fatture corrispondenti in quanto “consumatori” e “clienti”, prima o poi sono esclusi dal loro accesso. In realtà, la maggioranza dei cittadini deve oggi spendere più della metà del loro reddito mensile per il pagamento dell’affitto di un appartamento o indebitarsi per 15-20 anni per ‘comprare” una casa. L’accesso all’acqua rappresenta oramai per le famiglie a basso reddito il 6% delle spese mensili, senza contare i costi elevati per gli alti livelli di consumo d’acqua minerale in bottiglia (del tutto ingiustificati). Che differenza c’è allora tra l’accesso all’acqua per la vita e l’accesso all’automobile? In entrambi i casi v’è l’obbligo di pagare un prezzo di mercato. Il diritto, invece, significa che la copertura dei costi è della responsabilità collettiva (via la fiscalità!) e che il governo del bene e dei servizi è assicurato dai poteri pubblici in nome di, con e per i cittadini su basi comunitarie locali.

La concretizzazione dei diritti implica, inoltre, la subordinazione della produzione e dell’uso della ricchezza al principio del rispetto dell’integrità della vita e della sobrietà dei modi di vita. L’equilibrio tra diritti e ricchezza passa attraverso la fiscalità progressiva redistributiva, il governo sostenibile delle risorse naturali della Terra e la democrazia partecipata.

Condividi: