Caro Scalfari, ascolti prima Tsipras in Italia e poi decida il voto

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O meglio, l’unico elemento granitico di Scalfari è che occorra un potere che garantisca la stabilità quale valore in sé. Se poi questa stabilità granitica produce l’attuale grado di disfacimento in cui versano le società europee è argomento che in Scalfari rafforza solo l’idea che bisogna insistere. Dunque, dice Scalfari, lui ha molto criticato Renzi e per cose non da poco, dal lavoro, al rapporto col sindacato, alle riforme istituzionali, al rapporto con Berlusconi, allo stile decisionista. Ma ora gli pare che Renzi abbia capito. Che cosa? Che l’unica politica seria che si può fare è quella di continuare sulla scia di ciò che fecero Monti e Letta. Per i quali Scalfari si spese come fa ora per Renzi. Dunque si può perdonare a Renzi di essere Renzi perchè poi anche Renzi è per la stabilità che fu di Monti e di Letta.
 
Ma siccome la chiave della stabilità è in Europa Scalfari vota anche Schulz. Perché farà le larghe intese che daranno stabilità all’Europa e contrasteranno quei populismi che anche Scalfari, come Schulz nell’intervista al Corriere della Sera, stima al di sotto delle soglie attribuite loro. Dunque la grande coalizione può dare stabilità. Qui per dire che è meglio Schulz Scalfari fa due passaggi che ne dimostrano la difficoltà a convalidare il suo pensiero. Il primo è che bisogna votare Schulz prima che i popolari abbiano un candidato. Ma i popolari il candidato lo hanno e si chiama Junker e stava al dibattito trasmesso da Rainews e che pochi purtroppo in Italia hanno visto. Forse, chissà, Scalfari pensa che poi avranno un altro candidato “vero”. Ma Junker è in gara. Poi, dice Scalfari, Schulz, si affrancherebbe dalla Merkel e porterebbe la Germania, che sarebbe incerta, su altre posizioni, cosa che oggi i francesi non sanno fare. Su cosa basi questo ragionamento Scalfari è difficile capirlo al meno in termini di ciò che è reale. Se stiamo ai fatti il programma con cui Schulz sta al governo con la Merkel in Germania è, sulla Europa, tutto in continuità con l’esistente. Ed è stata tale la subalternità della Spd alla Merkel sulla Europa che la Spd è andata al governo con la Merkel dopo aver perso le elezioni.
 
Se vogliamo allargare il campo alla situazione dei socialisti, dalla Grecia alla Francia, l’abbraccio alle politiche di stabilità europea è stato per loro mortale. Ma torniamo a Schulz. Non so se Scalfari si è accorto che la sua carta principale nella corsa alla elezione è di essere l’uomo della grande coalizione tedesca e di fare il Presidente in quanto tale. Se Scalfari seguisse un pò di dibattiti in Germania ne avrebbe la conferma diretta. Tra l’altro è proprio questa sua condizione che accentua le sue difficoltà ad esempio rispetto ai laburisti inglesi.
 
Dunque la verità è che Schulz, come Renzi, sono gli uomini della stabilità, di questa stabilità, che è poi ciò che piace a Scalfari. Il quale, bontà sua, cita anche la sinistra di Vendola e, con distinguo, di Rodotà e Zagrebelsky che dovrebbe aiutare a sostenere una costruzione che forse anche lui, leggendo il suo articolo, si accorge che non sta in piedi. Dò un consiglio a Scalfari: lunedì ascolti bene Alexis Tsipras che sarà in Italia e provi a ripensarci su.

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