Perché non ha senso, da sinistra, un voto al PD

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È normale che Civati cerchi di uscire da quest’imbarazzo. Sarebbe meglio, però, se lo facesse senza raccontare sgradevoli bugie su L’Altra Europa con Tsipras. Come quella che la candidatura di Tsipras abbia “un orizzonte troppo stretto e orientato”, mentre è stata in grado di coinvolgere soggetti anche esterni ai confini tradizionali della Sinistra Europea (pensiamo, solo in Italia, a Sel o a personaggi del calibro di Barbara Spinelli e Stefano Rodotà), portando il GUE, secondo tutti i sondaggi, a essere il gruppo destinato a crescere di più, in queste elezioni. È “un’orizzonte troppo stretto e orientato” che ha portato i partiti della sinistra in doppia cifra in Grecia, Spagna, Portogallo e Francia? La sensazione è che sia esattamente il contrario: l’alternativa di sinistra alle politiche di austerity, che Alexis Tsipras incarna in queste elezioni è l’unica dotata di una forza propulsiva ed espansiva sufficiente a contrastare i populismi conservatori e reazionari, mentre i partiti della grande coalizione europea (socialisti, popolari e liberali), arroccati a difesa dell’esistente, stanno sentendo la terra franare sotto i piedi.

La seconda bugia è quella che “dalle liste di Tsipras siano esclusi i politici, come se fossero «malati»”. Ma che liste ha visto Civati? Nelle liste de L’Altra Europa con Tsipras ci sono diversi esponenti di partito, da Eleonora Forenza e Fabio Amato di Rifondazione a Marco Furfaro e Alfredo Somoza di Sel, a tanti altri, perché i partiti sono una parte importante dello schieramento necessario a cambiare l’Europa. Ma, soprattutto, che idea di politica ha Civati? Secondo lui a fare politica sono sempre e soltanto i funzionari di professione? Non faceva politica Tommaso Fattori all’interno del movimento referendario per l’acqua bene comune? Non faceva politica Raffaella Bolini nelle piazze del movimento contro la guerra? Non faceva politica Claudio Riccio nelle università occupate? Non faceva politica Alessandra Quarta nella costituente dei beni comuni? E questi sono solo alcuni esempi. I 71 candidati de L’Altra Europa con Tsipras, a differenza di quelli del Movimento Cinque Stelle, non sono scelti a caso, non vengono dal nulla, sono persone competenti e preparate con anni di esperienza politica alle spalle. Solo che quest’esperienza politica non l’hanno fatta, in stragrande maggioranza, nelle istituzioni, ma nella società, da volontari.

La novità de L’Altra Europa con Tsipras non è l’assenza degli esponenti di partito, che infatti ci sono. Ma è il fatto che non sono soli. Che insieme a loro ci sono decine di attivisti, intellettuali, cittadini e cittadine impegnati per cambiare la nostra società in tanti campi diversi. L’Altra Europa con Tsipras propone un’idea di politica che guarda al futuro, una politica che sta nelle istituzioni come nelle piazze, nei partiti come nelle associazioni, in un grande movimento collettivo per il cambiamento.

Ma la più pesante delle bugie di Civati, purtroppo, è quella che non parla di noi, ma di lui. Ed è la contraddizione di cui sopra. Nessuno mette in discussione le buone intenzioni e le posizioni politiche di Pippo Civati e dei candidati che la sua componente ha messo nelle liste del Pd. Ma la loro presenza nelle liste del Pd di Renzi è, nonostante tutta la buona fede e le buone intenzioni, una truffa. Votando per loro, non si voterà per loro, ma per i candidati di peso, quelli di Renzi e della vecchia nomenklatura con cui ha stretto un patto d’acciaio. Votare un bravo candidato di sinistra in una pessima lista neoliberista, come il Pd, significa semplicemente regalare il proprio voto a qualcuno dei vecchi riciclati democristiani di cui quelle liste sono piene. Per eleggerli, poi, all’interno di un Partito Socialista Europeo che da sempre gestisce l’Unione Europea in una grande coalizione con la destra e che, come hanno già detto sia il candidato socialista Schulz sia quello popolare Juncker, si prepara a confermare la stessa grande coalizione e le stesse politiche di austerità. Quella di Civati, per quanto in buona fede, è una truffa. Chi vota per lui e per i suoi, purtroppo, sta regalando il suo voto a qualcun altro.

Il voto a sinistra, quello veramente utile, è quello a una lista di sinistra, a una lista che ha un programma di alternativa e che partecipa a uno schieramento europeo per l’alternativa, quello guidato da Alexis Tsipras. Una lista che non ha bisogno di essere spostata a sinistra, perché c’è già.

Lorenzo Zamponi

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