Le larghe intese liberalizzano lo sfruttamento

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Lavoratori, piccole imprese, fabbriche intere lasciate sole, pensando che competere sul costo del lavoro e sulla precarizzazione delle persone, mercificandole, considerandole “a scadenza”, potesse servire. È servito, ma a far fallire un Paese, a far impoverire il ceto medio, a negare futuro a una generazione intera, a “esodare” 400 mila persone che non hanno più reddito né da lavoro né da pensione, a mandare in bancarotta le imprese.

Oggi le larghe intese liberalizzano lo sfruttamento. Senza nessuna ragione economica e tanto meno sociale. C’è solo un’Altra Europa e un’altra Italia da costruire: quella che torna a investire nella riconversione ecologica, nella creazione di posti di lavoro, nella qualità e nella formazione. Quella del reddito minimo garantito e del welfare universale. Quella delle persone prima di tutto.

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