L’Europa egoista che dimentica troppo presto i suoi morti

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In primo luogo è inconcepibile l’enorme rimozione della responsabilità storica avuta, e ancora mantenuta, dall’Europa colonialista del secolo scorso. Una politica di rapina, di impoverimento materiale e culturale che ha condannato interi popoli all’asservimento. A fronte di questa rimozione vergognosa oggi si coltiva l’ipocrisia di un doppio regime: da una parte l’Europa bacchetta l’Italia, purtroppo giustamente per la violazione dei diritti umani per le condizioni inumane nelle quali vengono messi i fuggitivi da guerre e miseria, dall’altra è lei stessa ad incoraggiare queste politiche nazionali. Infatti dal 2006 al 2013 ha stanziato 2 miliardi e mezzo per le politiche di contenimento e contrasto all’immigrazione e solo la metà per le politiche di accoglienza e di inclusione.

Un altro elemento di contraddizione per la mancanza di una politica è l’effetto del trattato di Lisbona che decide che un immigrato deve chiedere l’asilo nel primo paese dell’Unione europea nel quale arriva indipendentemente da dove vorrebbe andare e dove forse ha la famiglia da raggiungere. Cosa che tra l’altro mette gli immigrati in posizione illegale e li costringere alla crudeltà dei nostri CIE.

Quindi il punto principale è la politica dell’Europa, cosa che a parole tutti dichiarano che sia necessaria intendendo però ciascuno cose diverse, che vanno dall’idea della “fortezza” Europa, popolata da una popolazione egoista e in estinzione per raggiunti limiti d’età a chi, come noi della Lista Tsipras, che crede nella politica di un’Europa accogliente e nello stesso tempo con una politica estera autonoma e rivolta allo sviluppo delle relazioni con il mondo che si affaccia sul bacino del Mediterraneo uscendo alla subalternità agli USA che per interessi propri pratica una politica che provoca una irresponsabile destabilizzazione dei paesi dai quali provengono i nostri immigrati, provocando immani tragedie che si riversano sulle nostre coste.

Per quanto riguarda l’Italia mi asterrei da qualunque considerazione, guardando con tristezza allo spettacolo disumano e incivile prodotto dalle legge Bossi-Fini che contraddice l’umanità di un popolo che si manifesta nel modo generoso con cui i profughi delle carrette della morte vengono soccorsi, rischiando, come capita ai pescatori di essere denunciato per un atto di semplice umanità.

Il quadro è drammatico, e le spese le fanno soprattutto uomini donne e bambini che muoiono cercando un po’ di pace e un po’ di futuro. Ma non ci dobbiamo preoccupare, lo dimenticheremo prestissimo, come abbiamo dimenticato, dopo breve periodo di commozione, quelli cento corpi senza nome in fila a Lampedusa.

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