Decreto Lavoro, L.Tsipras: “Renzi e Alfano vogliono lo scalpo dei lavoratori”

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Durissimo atto d’accusa della lista L’Altra Europa con Tsipras, in conferenza stampa a Montecitorio, che sia appresta a votare sul decreto del governo. “Non stiamo trattando dell’ennesimo colpo di piccone ai lavoratori – avverte Piergiovanni Alleva (candidato alla circoscrizione Nord-Est) – qui ci si gioca tutto, perché l’aver reso i contratti a termine a-causali, mette fuori gioco lo Statuto e, di fatto, l’intero impianto dei diritti, si torna a 100 anni fa”.

“E’ penoso che proprio dal Pd arrivi ora la distruzione del sistema di guarentigie e relazioni sindacali”, aggiunge il giuslavorista, professore ordinario del diritto del lavoro, che parla di “regalo di Renzi ad Alfano, che vuole ottenere quel che neppure Berlusconi è riuscito del tutto, ossia lo scalpo dei lavoratori”. “Nessuno può più pensare che il Pd sia un partito di sinistra”, chiosa.

“Da sempre il contratto a termine è concepito legalmente per soddisfare esigenze temporanee – spiega Alleva -. Qui può farsi sempre, senza motivo, anche con esigenze ordinarie. Perché? Per ricattare i lavoratori, per tenerli in condizioni di subalternità, paura, perché non si sogni di presentare rivendicazioni, o di far valere alcun diritto”.

L’ex coordinatore della consulta giuridica della Cgil annuncia inoltre iniziative già prese in sede di Corte di Giustizia e Commissione Europea, per la violazione della direttiva 70 del 1999, che ribadisce il fermo requisito della “causalità” temporale nei contratti a termine. Ricorda inoltra le 64 cause vinte col sostegno della rete Giuristi Democratici sul caso Fiat e avverte: “Ne faremo molte di più, in Corte Costituzionale”.

Presenti in conferenza stampa anche altri due candidati de L’Altra Europa con Tsipras: Antonio Di Luca (Sud), operaio Fiat a Pomigliano e delegato Fiom, che lancia un monito: “Chi vota oggi questo testo che trasformerà i lavoratori in schiavi si renderà complice, indirettamente, anche delle morti bianche”, destinate ad aumentare col sacrificio dei diritti. L’attore Ivano Marescotti (Nord-Est), ha ricordato inoltre lo schiaffo della “censura senza precedenti” con il taglio a una sua fiction, per “ragioni insussistenti di par condicio”, caso ritenuto sintomatico dell’odierna “idiozia che prende di mira la dignità del lavoro, oltre che delle opere d’ingegno”.

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