Costruire subito ente gestore del sito Unesco

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Dobbiamo cercare invece di uscire dalla logica emergenziale, per mettere in atto una programmazione razionale ed efficace di gestione di luoghi di grandissimo fascino e di grandissimo valore quali il complesso casertano. Senza operare una reale messa a sistema non potrà mai funzionare la necessaria manutenzione ordinaria e quotidiana, unica via per evitare il degrado progressivo di complessi monumentali di tale livello e bellezza.

Attualmente la Reggia di Caserta ed il suo Parco sono accorpati con il polo museale di Napoli, il che significa che le risorse che derivano dal bene vengono drenate da una realtà notoriamente in sofferenza e comunque in qualche modo antagonista. Avrebbe molta maggior logica e funzionalità costituire invece un Ente gestore del sito Unesco, comprendente oltre alla Reggia di Caserta e al Parco Reale, anche il Belvedere di San Leucio, l’Acquedotto Carolino e un domani la Reggia di Carditello. Si creerebbe così un polo autosufficiente, finalizzato ad ospitare eventi internazionali pari al suo reale valore storico ed artistico, soprattutto se si compisse la manutenzione ordinaria assolutamente necessaria per il Parco Reale e se ai cittadini casertani venissero aperte altre possibilità, peraltro esistenti ed individuate da anni sul territorio (vedi MACRICO), per usufruire di un verde pubblico che non può più essere costituito solo dai prati della Reggia.

Ha senso parlare di una porzione di tetto crollato solo se si riesce a trasformare le tegole e i solai in progettazione di lunga durata, portata avanti di concerto con le associazioni che monitorano e fanno vivere il territorio, nel rispetto della storia dei luoghi e svincolata da infiltrazioni e collusioni sempre purtroppo presenti nei nostri territori, come dimostrano le chiavi della Parco in tasca a politici sotto processo.

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