Crollo a Reggia di Caserta, niente terremoto: basta l’incuria

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“Non ci sono i soldi” si continua a ripetere. E così stiamo perdendo i nostri beni comuni, la nostra ricchezza. Però i soldi per le “grandi opere” su cui la politica specula con gli appalti (dal Tav, all’Expo e tante altre) si trovano sempre. Mentre le Sovrintendenze vengono lasciate, disarmate e sguarnite, nella trincea di una battaglia che in questo modo è già persa.

Come rileva Tomaso Montanari oggi sul corriere del Mezzogiorno, in futuro andrà ancora peggio, perché la spending review prevede di accorpare le sovrintendenze – come ha già dichiarato il ministro Franceschini, mentre Renzi e la Madia contano di far gestire ai manager i poli museali.

Eppure in altri paesi europei si riescono a creare collaborazioni virtuose tra enti locali, università, associazioni no profit per la tutela, la valorizzazione, la buona gestione del patrimonio artistico. Perché da noi no? “Perché in quei paesi non si è smantellato del tutto lo Stato, che da noi è invece scomparso in un lungo suicidio, che ce ne ha lasciato la zavorra solo di clientela e immobilismo”è la risposta di Montanari.

Del resto, in questo paese non si riesce a tutelare nemmeno l’acqua che facciamo bere ai nostri figli: in Abruzzo, per anni, quasi un milione di persone ha bevuto acqua di pozzi inquinati dalle scorie chimiche della Montedison. Per anni i rifiuti inquinanti sono stati sversati nel terreno senza che nessuno si accorgesse di nulla, o meglio, mentre qualcuno si girava dall’altra parte.

Faremo così anche col tetto crollato della Reggia: ci volteremo dall’altra parte. Finché non resteranno che macerie da guardare, ovunque ci si giri.

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