Contro la corruzione cambiamo politica

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La corruzione si può fermare. Basta volerlo. E se i primi provvedimenti che vengono in mente sono il ripristino del reato di falso in bilancio e pene più severe per corruzione e concussione, il vero cambiamento va introdotto in ambito politico. Bisogna rompere i meccanismi che permettono alle medesime persone e alle medesime forze di rimanere al potere in eterno e bisogna rafforzare i meccanismi di controllo democratico.

Detta in un altro modo bisogna introdurre una norma che vieta di rimanere in Parlamento e nei consigli regionali e comunali per più di due mandati consecutivi e che introduce una sospensione piuttosto lunga prima di potersi ripresentare a una competizione elettorale. Inoltre bisogna chiudere la porta girevole che consente ai politici dismessi di passare ai vertici delle imprese pubbliche o che hanno a che fare con appalti pubblici.

E se da una parte bisogna garantire un ricambio frequente nei posti di potere, dall’altra vanno rafforzati i meccanismi di controllo popolare perché la corruzione prolifera nell’oscurità e nella segretezza. Da questo punto di vista la legge elettorale in discussione in Parlamento, che punta a garantire posti di rappresentanza solo alle forze di maggioranza relativa, sarà altra benzina nella macchina della corruzione. Quando nei palazzi saranno state buttate fuori tutte le minoranze, finalmente le forze al potere potranno procedere indisturbate nei loro sporchi giochetti, senza paura che nessuno li scopra e li denunci. Per questo dobbiamo fermare in tutti i modi il piano di Renzi che punta a ridurre gli spazi di controllo e di democrazia.

Contemporaneamente dobbiamo rafforzare e cambiare la scuola affinché assolva davvero al compito che la Costituzione le attribuisce di formare cittadini sovrani con la passione per la partecipazione. Perché la corruzione sarà sconfitta davvero solo se i cittadini tornano ad occuparsi della politica e verificano costantemente l’operato dei propri eletti.  

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