La festa dell’Europa per fondare L’Altra Europa

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Poi, la creazione della Comunità Economica Europea (CEE, 1957) e della Comunità Europea è stata promossa allo scopo di sviluppare un’unione dell’Europa centrata sul benessere e la prosperità di tutti gli europei nel contesto di una più forte democrazia e della fraternità fra i nostri popoli. Sessant’anni dopo l’Unione europea è marcata da profonde ineguaglianze, da conflitti interni anche di natura nazionalistica e di comportamenti xenofobi e di chiusura verso l’altro.

Quale festa allora? Cosa e chi festeggiamo? La festa del dio denaro e dei grandi poteri finanziari? La festa delle tecnocrazie? Festeggiamo i 120 milioni di poveri attuali su un totale di 509 milioni di cittadini dell’UE? I Centri di Identificazione ed Espulsione alla Schengen, luoghi illegali di imprigionamento degli immigrati? Un parlamento che non ha nessun potere sulla Banca Centrale Europea e, quindi, sulla politica monetaria e finanziaria?

Voglio lanciare tre messaggi principali:

1. La lista Tsipras vuole “Fare la festa a questa Europa”, oggi, per far nascere un’Altra Europa.

Il 9 maggio dovrà diventare la Festa dell’Europa dei diritti alla vita per tutti i cittadini e non solo per i ricchi; la Festa dell’uguaglianza, la Festa di un parlamento europeo che ha potere politico di decisione sulle oligarchie finanziarie industriali e commerciali; la Festa della diversità culturale e dell’Europa ospitale, dell’Europa della pace che non vuole la guerra tra Europa e Russia; la Festa dell’Europa dei beni comuni che non privatizza l’acqua, i semi, il suolo urbano, l’educazione, la salute, la conoscenza.

2. La prima e principale causa della crisi economico-finanziaria attuale è la finanza mondiale predatrice e speculativa.

L’Europa oggi è interamente sottomessa al dominio dei capitali finanziari che fanno il bello e cattivo tempo con l’accordo dei poteri pubblici nazionali. Per festeggiare l’Europa bisogna liberare le nostre società dallo strapotere della finanza, che distrugge posti di lavoro, ruba la vita e uccide il futuro.

3. Due priorità per costruire l’Europa che merita di essere festeggiata.

La prima cosa da fare è cambiare radicalmente i principi e i meccanismi di intervento del patto di stabilità e di crescita (che Prodi dichiarò un patto stupido) e del patto di bilancio europeo (Fiscal Compact) che hanno tolto
– la sovranità politica degli stati membri in materia economica e finanziaria
– hanno svilito il potere del parlamento europeo e dei parlamenti nazionali riducendo a cosa miserevole la democrazia rappresentativa.

La seconda cosa da fare è togliere ai meccanismi di mercato il potere di gestire i beni essenziali e insostituibili alla vita come l’acqua, al terra, il vivente, la conoscenza, la salute e affidare invece la loro gestione a aziende pubbliche fondate su una reale partecipazione dei cittadini in particolare a livello dei comuni, delle città, delle regioni.

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