Arresti Expo, L.Tsipras: “Allarmanti risposte da Renzi e Maroni

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“Basta con le mazzette e con gli intrecci mafiosi e politici, basta far finta che siano cose da vecchia tangentopoli”. Questa la dura presa di posizione di Alfredo Somoza dopo i nuovi arresti odierni sulla gestione di Expo 2015 e altri appalti lombardi, e soprattutto dopo i commenti “defilati” del premier Renzi (“la politica non metta becco”) e del presidente regionale Maroni (“procedere rapidamente nel crono-programma previsto”).
 

“Sarebbero proprio le istituzioni a dover dare un segno forte, politico, di discontinuità – protesta il candidato della lista L’Altra Europa con Tsipras – invece di lavarsene le mani”

“La gestione di Expo, da risorsa come evento internazionale per il nostro territorio, sta diventando un grave problema. – spiega Somoza -. La decisione di aumentare il tetto degli appalti per i controlli antimafia, legata alla fretta di realizzazione per le grandi opere, è un fortissimo rischio: maglie più larghe per i controlli antimafia, criteri di eccezionalità per le grandi opere, rischi reali in aumento per la sicurezza dei lavoratori”. 

“Giusto attendere i riscontri previsti dal sistema di garanzie – aggiunge il candidato della Lista L’Altra Europa con Tsipras – ma il dato politico è evidente. Tangentopoli non è mai finita e un sistema di potere, a livello nazionale e regionale, ha fatto di tutto per occultare quello che oggi è sotto gli occhi di tutti. Trame e intrecci criminali che hanno prosperato nell’ambiguità dei linguaggi e dei rapporti che hanno caratterizzato l’era Berlusconiana e Formigoniana”.

“Se le istituzioni non danno quell’essenziale segno di discontinuità – conclude Somoza – siano gli elettori a farlo per un’Italia diversa in Europa, che sappia contrastare le mafie, la corruzione e l’illegalità”
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