Restituiamo ai giovani un mondo migliore

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Gli ho inviato la mia lettera dove spiego a chi mi conosce perché mi candido con la Lista L’Altra Europa con Tsipras. Lui mi risponde.

LORENZO: Complimenti Lorella. Da ora in avanti avrai parecchi nemici e parecchie critiche, sii forte e determinata! Spero questa tua candidatura sia parte di una più estesa un’ondata di buon senso e intelligenza nella nostra società.

IO: Questa lista dà modo di andare in Europa dove io credo si possa costruire INSIEME e portare qui buone prassi. Hai letto il manifesto? E il mio programma?

LORENZO: Ho letto il tuo manifesto e lo trovo ragionevole, sensato, autentico. Quanto all’Europa…perchè non in Italia? Non c’è una forza politica che possa accoglierti e farti mettere mano ai nostri curricula di studio ministeriali e quelli dei nostri futuri figli? O eviti di proposito di entrare nella mischia “in casa”?

IO: Ritengo queste elezioni importantissime. Sono europeista convita ma credo che finora non siamo stati in grado di utilizzare al meglio le opportunità europee. Io mi occupo di educazione, diritti delle donne coesione sociale: è ora di progettare a livello globale, promuovere politiche che migliorino la condizione delle fasce deboli a livello paneuropeo

LORENZO: Non so quali siano le prerogative del Parlamento Europeo, cioè se in fatto di pari opportunità ed educazione può influenzare direttamente i singoli Stati, ma sono certo certissimo che la tua candidatura (e spero elezione) faccia bene agli italiani, troppo abituati a vedere nella politica clientelismo e bassezza morale. Per come la vedo io, la politica non è rappresentanza ma educazione (chiamami pure reazionario, democristiano, paternalista…): cioè, non le persone popolari ma le persone migliori dovrebbero dettare le regole della nostra società. Tu sei un’educatrice di vocazione e di professione, la tua vita extra politica ne è il miglior biglietto da visita.  Per questo credo sia bene che tu entri in politica, e magari ti tiri dietro un po’ di gente come te: educatori non solo sui problemi di genere, ma anche sul consumo e l’ecologia, la sanità, l’economia, l’istruzione universitaria.
Quindi vai in Europa, e portaci a casa un po’ di bene comune!

IO: Però io Lorenzo speravo altro. Io speravo, ed era questo il mio desiderio, che la generazione dei 25/30 enni, la tua, avrebbe dato avvio a qualcosa di nuovo. Io avrei voluto stare nella retroguardia a dare esperienza, consigli, vita vissuta. Io sto facendo tutto il possibile, talvolta troppo…trovarmi a dover darmi da fare cosi tanto in questa fase della mia vita… lo faccio per spirito di servizio, perché lo sento come un dovere improcrastinabile, perché ci credo, ma speravo di farlo con voi. Non è accaduto, immagino sia colpa mia, intendo della mia generazionePerò era quello che sarebbe stato giusto

LORENZO: Guarda, la mia generazione di compatrioti italiani è morta. Sono ormai da quasi due anni immerso in un altro Paese, e qui tra i 25 e i 30 sei la punta di diamante della nazione: i ragazzi si sentono padroni dello Stato e si aspettano che si adegui alle loro esigenze, quindi si impegnano. Si riuniscono, inventano, producono stili di vita, lanciano idee sul mercato e sulla società, rischiando tutto perchè hanno ancora poco da perdere, ma tanto da guadagnare. La crocchia dei vecchi politici c’è anche qui, ma è strettamente dipendente dai giovani che sono la forza della nazione: le città fanno a gara per avere più studenti. Per questo in politica c’è aria e cambiamento. 

Ora che ci penso a distanza, in Italia non c’è alcun contratto, alcuna interdipendenza tra la politica dei vecchi e la vita dei giovani. La tua generazione non ha saputo, o voluto, darci qualcosa da perdere o da guadagnare dalla politica, dall’impegno per la collettività. Noi, che non avendo ancora famiglia e dovere siamo nella miglior condizione per buttarci a capofitto dentro un’idea! Ci avete estinto ogni fiducia nel miglioramento, nel futuro come lo vogliamo noi. Ci avete reso vecchi a 25 anni, incapaci di rischiare…e scommettere. 
La tua generazione mi ha fatto un torto personale enorme, che sto in qualche modo superando e comprendendo solo adesso in un Paese straniero. Si parla di generazioni, passerà, specialmente grazie all’impegno tuo e di quelli che ci credono malgrado tutto (ne ho conosciuti, ci sono! Sono stati i miei maestri). Peccato che sia capitato a me e te, alle nostre generazioni. Avrei preferito nascere negli anni ’40. 

Non ho risposto a Lorenzo, odio la retorica e il rischio è grande.

Non ho nulla da aggiungere alla sua analisi. E’ andata così e la mia generazione ha colpe evidenti.

Il mio lavoro da 5 anni è costruire ponti intergenerazionali: vado nelle scuole e promuovo l’educazione ai media. Sono convinta che non ci sia possibilità di cambiamento se non si diffonde la capacità di difendersi da una comunicazione centrata sulla manipolazione delle persone: è urgente ovunque nel mondo, ancora più urgente da noi.

Questo è il mio riscatto: cerco di onorare il patto intergenerazionale, provando a restituire a chi viene dopo di me un mondo migliore.

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