Gli ultimi premier non celebrino il #primomaggio. Non è la loro festa

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Sta succedendo invece l’esatto contrario: l’Istat certifica che a marzo il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 12,7% mentre quella giovanile è al 42,7%. In numeri assoluti significa che ci sono oggi in Italia 3 milioni 248mila disoccupati, in aumento del 6,4% rispetto all’anno precedente (+194 mila). Ci dicono che è colpa della congiuntura internazionale: mentono sapendo di mentire.

Certo la crisi economica c’è, ma c’è modo e modo di affrontarla e gestirla. Si tratta di scegliere: o si sta dalla parte del mondo del lavoro o si sta dalla parte degli speculatori e di chi la crisi l’ha provocata.

Nel primo caso quattro sono i punti politici urgenti che andrebbero affrontati immediatamente:

a) un piano del lavoro che favorisca la creazione di nuova occupazione a partire dalla riconversione ecologica dell’economia e dell’industria, dalla produzione pubblica dei beni comuni, dalla messa in sicurezza del territorio, dall’investimento nei saperi e nella cura delle persone;

b) una ridistribuzione della ricchezza partendo da una legge patrimoniale che vada a colpire le grandi ricchezze anziché i soliti lavoratori e pensionati.

c) l’abolizione della riforma pensionistica targata Fornero che è un blocco all’ingresso nel lavoro di migliaia di giovani.

d) la ridiscussione dei trattati europei voluti dalla famosa Troika, ovvero Fondo Monetario Internazionale, Banca Centrale Europea e Commissione Europea, che con le misure di rigore hanno già provocato in tutta Europa 27 milioni di disoccupati.

I nostri governanti, e i partiti che li sostengono, hanno scelto di stare dalla parte dei poteri forti della finanza internazionale, e il risultato è un ulteriore impoverimento dei ceti popolari e un aumento della disoccupazione da un lato, e un maggiore concentrazione della ricchezza dall’altro.

Il 10% della popolazione detiene oggi il 46,6% della ricchezza complessiva, e corrisponde a quella fetta di italiani che non hanno mai pagato la crisi, al contrario di lavoratori e pensionati che dopo i provvedimenti dei governi Berlusconi, Monti e Letta sono diventati più poveri e con meno diritti.

Oggi Renzi finge di colpire i privilegi con azioni spettacolari ma che nella sostanza sono solo fumo negli occhi. Infatti nessuna delle quattro ipotesi fatte prima sono prese in considerazione dal governo Renzi-Alfano.

Signori Renzi, Berlusconi, Monti, e relativi partiti e alleati: non insultate ulteriormente i lavoratori. Astenetevi dal celebrare il 1° maggio. Non è la vostra festa.

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