Tsipras: «Un errore sostenere Kiev»

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La Repub­blica Ceca ha assunto una posi­zione pie­na­mente filo-atlantica e in marzo la Camera dei Depu­tati ceca ha votato una mozione di cen­sura nei con­fronti dell’annessione della Cri­mea alla Rus­sia. La Repub­blica Ceca non si dif­fe­ren­zia quindi in maniera sen­si­bile dalle posi­zione di Bru­xel­les, che sono state for­te­mente cri­ti­cate sia da Lau­rent che da Tsipras.

«Uno degli errori prin­ci­pali della poli­tica estera con­dotta dall’Unione Euro­pea è stato quello di aver espresso soste­gno al nuovo governo ucraino, che ha al suo interno forze neo­fa­sci­ste – ha mar­tel­lato Tsi­pras – Il ruolo della Rus­sia non è stato certo posi­tivo e in accordo con il diritto inter­na­zio­nale, ma l’Europa deve cer­care ora una solu­zione di pace e cooperazione».

Una posi­zione sostan­zial­mente con­di­visa anche da Pierre Lau­rent, secondo cui la poli­tica estera dell’Unione Euro­pea è «sotto la tutela degli Stati Uniti e della Nato». Una poli­tica, che invece di dimi­nuire le pres­sioni interne all’Ucraina, porta invece alla sua desta­bi­liz­za­zione. «L’Unione Euro­pea è a traino della poli­tica estera ame­ri­cana, met­tendo in grave peri­colo il destino dell’Ucraina e aumen­tando il rischio di un nuovo scon­tro mili­tare in Europa – nota il pre­si­dente del Par­tito della Sini­stra Euro­pea – Ma uno delle prin­ci­pali pro­messe dell’integrazione euro­pea era invece quella di pre­ser­vare la pace sul con­ti­nente anche nel XXI secolo».

Secondo Lau­rent a par­tire dall’Ucraina l’Unione deve ripen­sare le linee guide della sua azione poli­tica all’estero all’insegna della pace e della coo­pe­ra­zione inter­na­zio­nale. «Negli ultimi anni l’UE è sem­brata inca­pace di con­durre una poli­tica di coo­pe­ra­zione e di un con­fronto sereno con i suoi vicini non sol­tanto a Est ma anche nel Medi­ter­ra­neo o nell’Africa». Il tema di un reset dell’impostazione dell’impostazione della diplo­ma­zia euro­pea non riguarda quindi sol­tanto l’Ucraina ma anche altri sce­nari di crisi, in cui l’Europa non ha saputo gio­care un ruolo posi­tivo nella ricerca della riso­lu­zione dei con­flitti interni e internazionali.

Nei dibat­titi all’Università e alla sede del Par­tito comu­ni­sta di Boe­mia e Mora­via, che ha dato un sup­porto attivo alla visita di Lau­rent e Tsi­pras, è riso­nato anche il tema della respon­sa­bi­lità di bilan­cio euro­pea. «Non fare la fine della Gre­cia» è stato infatti lo slo­gan di suc­cesso delle forze di destra nelle ele­zioni par­la­men­tari del 2010, men­tre l’attuale ese­cu­tivo gui­dato dai social­de­mo­cra­tici ha dato via al pro­cesso di ade­sione del Paese al Fiscal Com­pact.

«Vogliamo rimet­tere in que­stione i trat­tati euro­pei, voluti for­te­mente dalla Ger­ma­nia, per­chè, come mostrano i dati disa­strosi sul Pil, occu­pa­zione e disoc­cu­pa­zione della Gre­cia, la cura dell’austerity non fun­ziona – ha riba­dito Ale­xis Tsi­pras – Vogliamo creare lo spa­zio, affin­ché siano pos­si­bili inve­sti­menti euro­pei mas­sicci nell’economia e nell’istruzione, che sap­piano miglio­rare le con­di­zioni dei gio­vani e delle altre fasce pena­liz­zate dall’Europa domi­nata dai mer­cati finanziari».

A pochi mesi dalle ele­zioni euro­pee del 25 mag­gio, in cui il Par­tito della Sini­stra Euro­pea ha l’ambizione di for­mare il terzo gruppo par­la­men­tare più grande, si ter­ranno anche le ele­zioni par­la­men­tari in Gre­cia, dove Syriza ha una pos­si­bi­lità con­creta di arri­vare prima e quindi di for­mare un pro­prio governo. «Syriza al governo non rap­pre­senta un rischio siste­mico per l’Unione Euro­pea ma un’opportunità per cam­biare rotta», assi­cura Tsi­pras. Tut­ta­via pesa ancora l’ombra delle ultime ele­zioni, quando la sini­stra radi­cale euro­pea non seppe rispon­dere alla cam­pa­gna di paura con­dotta nei con­fronti di Syriza dalle isti­tu­zioni euro­pee e che aiutò in maniera deter­mi­nante la vit­to­ria della Nuova demo­cra­zia. «Per­ciò le ini­zia­tive non si con­clu­de­ranno con le ele­zioni, ma in autunno il Par­tito della Sini­stra Euro­pea riu­nirà un Forum delle Alter­na­tive Euro­peo, a cui saranno invi­tati i sin­da­cati, i movi­menti e gli eletti, che resi­stono a que­sta Unione Euro­pea», ha annun­ciato Pierre Lau­rent durante l’incontro con i comu­ni­sti cechi.

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