Revelli: Nel balletto delle riforme Berlusconi ritorna in pista

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Dopo il gran rifiuto davanti a Vespa (“l’importante è sedersi al tavolo e ragionare”) si ravvede, e con la benedizione di colui che dovrebbe essere “il custode della Costituzione”, benedice a sua volta il “compromesso renziano” che dovrebbe ricacciare tre i matti il povero senatore Chiti (“io tengo a bada i miei, tu tieni a bada i tuoi matti”, ricordate?), e liquidare definitivamente l’elettivitá della seconda camera, con la furbata (da vero prestigiatore) di risolvere il problema dei costi scaricando gli stipendi dei futuri senatori sulle Regioni. Così la drammatica crisi della rappresentanza (il vero morbo che sta uccidendo la politica) viene affrontata in questo Paese, a tarallucci e vino con dei pregiudicati. E’ uno spettacolo a cui, francamente, non si può assistere senza disgusto. 

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