#primalepersone – Le nostre ragioni

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Perché da una parte governi nazionali o decisioni europee ci hanno imposto questa realtà. Dall’altra i nazionalismi vorrebbero distruggere l’Unione per ridurre tutto alla guerra di un paese contro un altro.

Noi invece l’Europa la vogliamo cambiare, metterla al servizio dei suoi cittadini.Vogliamo un’Europa federale e solidale che riparta da dove è nata: la Resistenza, il superamento dei nazionalismi e dei conflitti tra gli Stati.

Vogliamo un’Europa del lavoro, con un piano europeo per l’occupazione: 100 miliardi l’anno per 10 anni per dare lavoro a 6 milioni di persone.

Vogliamo un’Europa della cultura e dei saperi che investa in conoscenza, ricerca e creatività. Che sappia, attraverso la cultura, reimmaginare sé stessa, creando nuovi luoghi di cittadinanza e del lavoro.

Vogliamo un’Europa in cui salari e diritti siano sempre più simili e convergenti, per frenare la delocalizzazione, in cui siano garantite pensioni dignitose.

Vogliamo un’Europa di nuova generazione, con un reddito minimo che liberi i giovani dalla gabbia della precarietà.

Basta davvero con l’austerity, che non abbiamo mai votato. Proponiamo anzi scelte chiare per uscirne, con l’abrogazione sia delle norme che la impongono, come il Fiscal Compact, sia della Troika che lo gestisce. Il debito non è una colpa, tantomeno dei cittadini. Per questo proponiamo di ridiscuterlo in una Conferenza sul debito: per renderlo europeo e per cancellarne le ingiustizie. La finanza deve essere riformata affinché smetta di sfruttare i cittadini e di scaricare su di noi le sue crisi.

Vogliamo un’Europa dell’ambiente che ci faccia uscire dalla prigione di petrolio, gas e carbone: è questo, infatti, la carta d’identità nelle politiche globali al cui centro va messa la lotta al cambio climatico.

Vogliamo un’Europa dei diritti, che devono essere garantiti a tutte e tutti, indipendentemente dalle diversità di orientamento sessuale, culturali, religiose ed etniche.

Le politiche verso i migranti sono disumane e fallimentari: vogliamo cambiarle recependo le norme dell’ONU sui diritti dei migranti e sul diritto di asilo. Riconoscere il permesso di soggiorno per la ricerca di lavoro è insieme un diritto e una scelta imprescindibile nel mondo globale.

Vogliamo un’Europa con una vera Costituzione frutto di un processo partecipato, che realizzi una cittadinanza europea, con diritti civili e sociali che riformi le proprie istituzioni dando al Parlamento Europeo centralità e poteri legislativi e di elezione dei governi.

Vogliamo un’Europa che metta prima le persone. Vogliamo l’Europa dei cittadini.

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