Renzi, con una mano dà e con l’altra toglie

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Padoan non ha fugato alcun dubbio al riguardo. Si parla di tagli intelligenti alla pubblica amministrazione, ma senza dire come, rimandando la materia alle singole amministrazioni, salvo una deadline, dopodiché interverrebbe direttamente il governo. I tagli alla difesa sono modesti. Non si parla di riduzione ma di spostamento del programma di acquisto degli F35! Anche le critiche sollevate dall’Istat stessa sul fatto che gli effetti redistributivi del provvedimento sono molto modesti non hanno trovato risposta.

Quanto alla dichiarazione di Renzi sul fatto che non si tratti di un provvedimento elettorale perché le misure vengono dopo il voto (mentre da subito si tagliano le agevolazioni postali per i candidati) viene quasi da ridere – ma ci manca la voglia – trattandosi di un decreto che ha efficacia subito. Le ambiguità sulle coperture e il fatto che con una mano si dà e con l’altra si toglie, attraverso la spending review, dimostra ancora una volta che il provvedimento poteva avere un senso anticiclico solo se fatto in deficit di bilancio. Ma Renzi non ha utilizzato il margine che lo separa dal 3% e Padoan si è limitato a scrivere alla Ue perché venga rinviato il pareggio di bilancio votato a suo tempo con tanto entusiasmo dallo stesso Pd.

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