Tre priorità per un’Europa giusta

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2. Disarmare la finanza, togliendo ai soggetti finanziari privati e ai mercati finanziari mondiali il potere di decisione sull’allocazione delle risorse disponibili che è stato dato loro dai ptoeri pubblici. 

Bisogna quindi:

a. ripublicizzare le casse di risparmio, le banche cooperative e tutte quelle banche di interesse generale strategico quali la banca dell’agricoltura, la banca del lavoro, la banca per le piccole medie imprese, la banca del commercio.

b. rimettere i controlli sui movimenti internazionali dei capitali; stabilire delle tasse sulle transazioni finanziare; eliminare i paradisi fiscali; mettere fuorilegge le società di rating private e finalmente eliminare l’indipendenza politica della banca centrale europea.

3. Ricostruire la democrazia rappresentativa e promuovere la democrazia partecipativa a livello europeo, ovvero accrescere i poteri legislativi del parlamento europeo in tutti i settori del divenire dei cittadini europei; diminuire l’influenza dei portatori di interesse nei processi decisionali all’interno delle istituzioni dell’unione europea; reinventare l’autonomia delle collettività locali e promuovere la partecipazione effettiva dei cittadini alle decisioni, al controllo e all’esecuzione delle decisoni a tutti i livelli territoriali, dal comune fino all’europa.  

 
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