«Hollande ça suffit»

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La sinistra francese ha investito molto in questo appuntamento, sopratutto a seguito dell’incontro tra Tsipras e i propri candidati il giorno prima a Saint-Denis. Verso le 15 il corteo inizia a sfilare, per arrivare solo nel tardo pomeriggio a destinazione, intervallato dalla presenza di Mélenchon che a sorpresa si presenta in vari punti del percorso su dei palchetti allestiti appositamente. Non vi sono interventi, ma solo comparse. Qualcuno dice cinquantamila, altri ne dichiarano almeno il doppio.
Di sicuro il FdG dimostra ancora una volta la propria capacità organizzativa, ma anche soprattutto la lungimiranza di riunire, dopo una campagna per le municipali che ha fortemente diviso, il PCF e il Parti de Gauche. Alla testa non vi sono solo i leader di questi due partiti, ma anche due figure di spicco del NPA (fronte anticapitalista), Philippe Poutou e Olivier Besancenot, a dimostrazione che anche in Francia, a loro modo, si tenta di ricompattare la sinistra politica e sindacale in opposizione alle politiche d’austerity che anche qui  hanno prodotto i propri effetti negativi. Qui non ha agito la Troika, ma è risultato evidente a tutti il fallimento del governo Hollande e l’inconsistenza di un progetto politico, economico e sociale che i socialisti non hanno saputo opporre al crollo della produzione, alla chiusura delle fabbriche, alla riduzione sensibile degli aiuti di stato.
Ciò che sino ad ora ha impedito alla campagna populista della destra di raggiungere un largo consenso elettorale è stato il solido stato sociale che i governi francesi, nel proprio susseguirsi, non hanno sostanzialmente intaccato. Le parti sociali hanno saputo difendere le pensioni, i diritti dei lavoratori, l’assistenza per le famiglie e la quasi gratuità d’accesso all’alta formazione e alla formazione permanente. Ma l’inclinarsi di un ruolo internazionale della Francia in Europa ha cominciato a turbare le sicurezze di una classe media spaventata dai sempre più frequenti moniti delle agenzie di rating e delle principali istituzioni finanziare europee.
Il Front National recupera consenso non solo nelle roccaforti dei comunisti francesi, ma comincia a corrodere il granitico blocco elettorale dei partiti moderati e liberali. La scelta del nuovo primo ministro Manuel Valls è una risposta che le dirigenze nazionali del PS hanno provato ad offrire allo smottamento a destra del consenso popolare. Come scelta politica non è molto dissimile a quanto abbiamo assistito con Matteo Renzi. Ma l’asse Renzi – Valls potrà seriamente invertire la rotta? O si continuerà a rassicurare i mercati, magari condendo la vecchia ricetta con qualche intervento statale per uscire dalla depressione economica? I sondaggi danno il Front National primo partito alle prossime elezioni e il 25 maggio si avvicina a grandi passi. Guardare però solo allo sbiadito ruolo francese in Europa non è la soluzione e sarà forse necessario che la sinistra francese si dia anche un’ambizione europea nelle proprie rivendicazioni e che si faccia anello di una campagna continentale di cambiamento e di alternativa. Proprio il giorno prima a Saint Denis, Alexis Tsipras, candidato alla presidenza della Commissione Europea, ringraziava la lista italiana per la raccolta firme e per quella novità politica che, possiamo esserne sicuri, rappresenta un elemento di discontinuità rispetto alla recente storia della sinistra politica italiana. Che il candidato della Sinistra Europea guardi all’esperienza italiana con curiosità non è un mistero; forse possiamo dirci che suscitiamo interesse anche per le modalità di composizione di questa lista, lontana dal canonico confronto tra apparati e segreterie di partito.
Un progetto che è difficile da spiegare qui oltralpe, ma che diventa fortemente necessario per realizzare un coordinamento europeo di forze che vada ben oltre le elezioni politiche europee. Dovremo essere capaci di costruire una grammatica e un logica comune per parlare la stessa lingua e noi che ci stiamo lavorando come lista italiana Altra Europa qui a Parigi, abbiamo ragione di credere che i primi passi si stiano finalmente compiendo. 
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