Cara Giusi, costruisci con noi un’Altra Europa

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Mi aveva molto stupito la tua disponibilità ad una candidatura nel Partito Democratico, sperando comunque che la stessa testimoniasse un’inversione di tendenza reale, da parte di un Partito Democratico sempre meno credibile sui temi per cui tu ti sei tanto spesa. Quel Partito Democratico che ha appaltato le politiche di accoglienza al Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano.

Lo stesso partito che da anni parla di una nuova legge sulla cittadinanza, senza riuscire neanche ad aprire la discussione in Parlamento su questo tema. Il Partito che permette al governo di affrontare il fenomeno delle migrazioni come una questione emergenziale e che non riesce a dotarsi di un sistema decoroso per accogliere i nostri fratelli e le nostre sorelle migranti.

Io ho aderito al progetto dell’Altra Europa con Tsipras perchè, pur avendo militato sin dalla sua costituzione nel Partito Democratico, sono convinto della necessità di dover contribuire personalmente alla costruzione di una sinistra moderna e capace di innovarsi, che non perda di vista i suoi valori fondativi. Ho scelto di proseguire il mio percorso in un terreno diverso da quel Partito Democratico, per cui ho profuso impegno e passione per anni, ma che non ritengo più in grado di interpretare la vera sfida di cui la nostra società ha bisogno.

Stamane ho saputo che hai ritirato la tua disponibilità e che hai deciso di lasciare il Partito Democratico al suo destino fatto di faide intestine e troppo preso dalle questioni interne per occuparsi realmente delle istanze e dei bisogni dei cittadini. Ho molto apprezzato questo gesto perché ritengo che non sia più il momento di compromessi, almeno non di quelli al ribasso, fatti sulla pelle degli ultimi, a cui viene richiesto di pagare il prezzo di governi incapaci di assumere decisioni nette rispetto ai crescenti bisogni della nostra Europa.

Auspico, per queste ragioni, di ritrovarti al nostro fianco, per costruire insieme l’altra Europa, quella di chi si batte per la giustizia sociale, la libertà e i diritti dei più deboli.

Con stima,

Mario Cicero.

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