Candidature Pd: donne che non difendono le donne

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Tranquilli, avrà detto o avrà sottinteso – sono tutti uomini di mondo, ci si capisce al volo – ci sono le preferenze. E si sa, per le donne raccogliere voti personali non è proprio una passeggiata. E poi bisognava far digerire il rinvio alla prossima tornata elettorale delle nuove regole sulla differenza di genere. Le donne bisogna tenerle buone, suvvia.

Sia chiaro. Auguro a Simona Bonafè, Caterina Chinnici, Alessandra Moretti, Alessia Mosca, Alessandra Moretti, Pina Picierno di raccogliere tutti i voti necessari, ci mancherebbe. Non solo perché sono curiosa di vedere quali saranno le scelte finali, se le quattro elette del Parlamento italiano alla fine sceglieranno di lasciarlo (i mandati sono incompatibili). Problema in verità di molti altri candidati/e, per esempio i sindaci – altro esempio di fumo negli occhi, è una specie di gioco delle quattro carte, ci vuole applicazione per capire quali sono i veri probabili candidati, quelli che verranno realmente eletti.

Ma ci conto, dicevo, sulla elezione delle capolista.

Perché sono sicura che la loro prima azione, nel mettere piede nel Parlamento europeo sarà ripresentare la relazione Estrela – quella proposta dell’eurodeputata portoghese Edite Estrela che avrebbe portato gli Stati membri dell’UE a garantire a tutti, anche ai più giovani, un facile accesso alla contraccezione, alla fecondazione e all’aborto. Una proposta che è stata respinta il 10 dicembre 2013, per sette voti, con l’astensione determinante di sei eurodeputati Pd. Per esempio David Sassoli e Silvia Costa. Che sono di nuovo in lista.

Cosa ci dobbiamo aspettare? Un bello scontro dentro il Pse in cui il Pd è appena entrato?  

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