La povertà è il vero parametro da abbattere

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Serve una ripresa vera fatta di intervento pubblico mirato sulle piccole-grandi opere pubbliche come suggerito nel Green New Deal proposto da Marcon e Airaudo e con l’introduzione di un reddito minimo per chi un lavoro non ce l’ha. La riduzione della spesa pubblica deve servire a questo perché l’austerity sta lentamente prosciugando un Paese orami stremato.

Il nostro Paese scivola progressivamente verso la povertà. Se si mantiene stabile nel 2013 il dato delle famiglie e rischio povertà (19,4%) e quella quota che vive a bassa intensità di lavoro (10,3%) aumenta il numero delle famiglie povere al 14,5%. Questi dati fermi al 2013 indicano il progressivo slittamento della classe media verso situazioni di difficoltà economica e aumenta la slavina verso l’incapienza. L’impercettibile aumento del reddito disponibile che, si ricordi include una stima dell’economia sommersa, viene eroso dalla pur esile inflazione. Si aggiunga la ripresa della propensione al risparmio che altro non è una provvista, anch’essa molto debole, per fronteggiare futuri che continuano ad essere potenzialmente avversi.

Il welfare è ridotto a dimensione familiare: sono i pensionati a sostenere le necessità della popolazione più giovane che non trova lavoro (nel 2010 la povertà degli ultrasessantacinquenni è diminuita ma con un aumento degli indici di povertà globale secondo l’OCSE). Il ministro Padoan nella sua vita recente si è occupato di queste dinamiche e dovrebbe conoscerle bene ma non pare che questa sia l’urgenza del governo attuale. 

La povertà quindi, come ricorda Oaxfam International nel suo ultimo rapporto sulle diseguaglianza, continua ad essere principalmente un problema di redistribuzione delle risorse: nel mondo la metà più povera possiede quanto le 85 persone più ricche. Un dato impressionante che ha evidenze anche nel nostro Paese con maggiori disparità proprio dove la povertà imperversa come nelle regioni del Mezzogiorno: Il 20% delle famiglie più povere detiene solo l’8% del reddito disponibile e altre un terzo di queste famiglie più povere vive nel Sud.

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