Petrella: “Le favole della Commissione europea in materia d’acqua”

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La reazione della Commissione è un esempio di “salto politico mistificatore” fondato su una serie di favole. È notorio, fin dall’approvazione della Direttiva Quadro Europea dell’anno 2000 (Dqe-Acqua), che la Commissione è ostile al riconoscimento formale dell’acqua potabile e dei servizi igienico-sanitari come diritto umano. Lo ha dimostrato ancora una volta nel suo ultimo e recente documento politico sulla politica europea dell’acqua (il Water Blueprint o “Piano di salvaguardia delle risorse idriche d’Europa”) del novembre 2012. In esso, l’esecutivo europeo non parla mai dell’acqua come oggetto di un diritto umano. Solo in una delle ultime righe del documento è presente un fugace accenno all’esistenza di una risoluzione dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 28 luglio del 2010 che riconosce tale diritto, per affermare ch’essa appoggia gli obiettivi dello sviluppo del millennio dell’Onu.

In realtà, sia nella Dqe-Acqua che nel Water Blueprint, la Commissione ha optato per considerare l’acqua come una merce, un bene economico di scambio, che si vende e si compra. Il suo valore monetario è determinato da un prezzo da pagare calcolato sulla base del principio del recupero dei costi totali (compresa la remunerazione del capitale investito). Anche i servizi idrici devono essere sottomessi ai meccanismi del mercato interno europeo e dei mercati internazionali. Come tutti sanno, nel mercato non v’è alcun diritto umano. La “legge” del mercato è quella del prezzo e del più forte. La Commissione non può rispondere positivamente sulla questione del diritto umano all’acqua.

In queste condizioni, nella sua risposta la Commissione si limita nuovamente a far riferimento al riconoscimento dell’Onu e, per quanto riguarda l’Europa, ricorda che il Consiglio d’Europa di Strasburgo, un’istituzione differente dall’UE, ha riconosciuto il diritto. Infine menziona che il Parlamento europeo ha espresso l’auspicio che il diritto all’acqua sia riconosciuto. Non una parola, però, per dire se anche la Commissione conta riconoscere esplicitamente tale diritto nel bagaglio legislativo. Abbandona quindi il tema del diritto e salta interamente sulle questioni delle condizioni di accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, cioè la qualità, le infrastrutture fisiche e l’abbordabilità economica.

A partire da ciò, il resto del documento è un racconto trionfalistico con il quale la Commissione dimostra che ha già fatto tanto e bene in materia di qualità, di sviluppo delle infrastrutture fisiche e, tramite la promozione di un sistema di prezzi sempre più articolato, in materia di abbordabilità economica. Anzi, su quest’ultima, la Commissione gioca chiaramente in posizione di forza perché la maggioranza dei gruppi politici, compresi anche molti sindacati, per non parlare del mondo del business e della finanza, sono favorevoli all’imposizione di una tariffa/prezzo per permettere che “l’acqua finanzi l’acqua”, come il prezzo dell’automobile finanza l’industria automobilistica. Su questo punto non avrà molte critiche.

Undici paesi dell’Ue su 27 hanno votato contro la risoluzione dell’Onu sul diritto all’acqua (formalmente si sono astenuti). Attualmente, nessuno Stato europeo ha introdotto il diritto all’acqua per la vita nella sua costituzione. C’è dunque un grande lavoro ancora da fare affinché l’Ue e i suoi Stati membri riconoscano e concretizzino il diritto umano all’acqua per tutti. La consultazione pubblica sulla direttiva sull’acqua potabile ventilata dalla Commissione nella sua risposta è un’altra favola: i suoi risultati non saranno affatto vincolanti. La consultazione è di fatto inutile perché né il governo italiano né l’Ue hanno fatto rispettare, nonostante siano obbligati per legge, i risultati del referendum abrogativo sull’acqua del 2011 approvato da 27 milioni di italiani; inoltre, l’Ice firmata da 1,6 milioni di cittadini europei non ha ottenuto una risposta adeguata alle richieste dei cittadini.

Iniziativa dei Cittadini Europei Right2Water sul diritto all’acqua.

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