Fondi strutturali per risanare il lavoro in Europa

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Lo specchio di questo dramma è l’occupazione, precipitata al 55%, cioè al livello del 2000: in pratica, nella fascia d’età 15-64 anni oggi lavora un italiano su due. Un’indagine Coldiretti aggiunge a questo quadro che il 51% dei giovani sarebbe disposta ad emigrare per trovare un  lavoro.
“Sconvolgente” ha commentato da Londra, dove ha incontrato il premier Cameron, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, aggiungendo che “dobbiamo correre, ce lo chiede il Paese. Perdiamo mille posti di lavoro al giorno”. E ha annunciato che nei prossimi giorni verrà presentato il DEF e il Jobs Act con una delega sul lavoro.
 
L’Italia dovrà fare la sua parte, è indubbio, ma – come ribadito dallo stesso Tsipras nel suo programma – l’obiettivo dell’Europa dev’essere “sconfiggere la disoccupazione. La disoccupazione media europea è la più alta mai registrata. Molti dei disoccupati rimangono senza lavoro per più di un anno e molti giovani non hanno mai avuto l’opportunità di ricevere un salario per un impiego decente. La maggior parte della disoccupazione è il risultato dello scarso o nullo sviluppo economico, ma anche se la crescita riprende, l’esperienza ci insegna che sarà necessario molto tempo perché la disoccupazione torni al livello di prima della crisi”.
 
“L’Europa – si legge ancora nel programma – non può permettersi di aspettare così a lungo. Lunghi periodi di disoccupazione sono devastanti per le abilità dei lavoratori, specialmente i giovani. Questo nutre l’estremismo di destra, indebolisce la democrazia e distrugge l’ideale europeo. L’Europa non dovrebbe perdere tempo, dovrebbe mobilitarsi e ridirigere i Fondi Strutturali per creare significative possibilità d’impiego per i cittadini”.
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