Fattori: “Educare a ignorare? Contro il neo-bigottismo”

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Secondo questa logica, dove un transessuale parli dei suoi diritti negati, bisognerebbe dare la parola a chi nega questi diritti. Dove un disabile parli dei suoi diritti negati, bisognerebbe dare la parola a chi lo discrimina (o magari all’architetto che dissemina i suoi percorsi di barriere architettoniche). Dove una lavoratrice parli dei suoi diritti negati, bisognerebbe dare la parola a chi la sfrutta. Dove un immigrato parli dei suoi diritti negati, bisognerebbe dare la parola ad un razzista.

Una serie di opuscoli contro omofobia, bullismo e discriminazione, scritti da psicologi ed educatori, destinati agli insegnanti, con il patrocinio del Ministero delle Pari Opportunità, vengono ora bloccati perchè giudicati colpevoli di “diffondere nei bambini fin dalla più tenera età preconcetti contro la famiglia, la genitorialità, la fede religiosa, la differenza fra un padre e una madre” e naturalmente di alimentare “un relativismo che non lascia scampo ad alcun valore”.  Insomma, educare a conoscere e rispettare le differenze, viene considerato diseducativo.

Ma ignorare – e costringere i propri figli ad ignorare – le differenze, significa incoraggiare le mille forme di violenza omofoba, fisica o verbale, che si moltiplicano nelle nostre scuole, nelle nostre strade, nei nostri luoghi di lavoro. Significa calpestare le vite concrete – fondate su un concreto amore – di migliaia di famiglie omosessuali, con le loro concrete esperienze di genitorialità libera e felice.

L’autodeterminazione dell’individuo, la sua libertà di scelta affettiva, sessuale, esistenziale, sono quotidianamente minacciate dal conformismo, dall’autoristarismo, dall’oscurantismo.

Nell’Altra Europa ciascuno e ciascuna è libero di scegliere chi amare. Nell’Altra Europa ciascuno e ciascuna è libero di realizzare la propria personalità. Nell’Altra Europa ciascuno e ciascuna è libero di gestire il proprio corpo, in piena autonomia e consapevolezza. Nell’Altra Europa chiunque ami un figlio o una figlia è genitore. Nell’Altra Europa tutte le famiglie sono uguali. Nell’Altra Europa tutte e tutti hanno gli stessi diritti.

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