Petrella: “Due domande: cos’è il potere politico? E il valore?”

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Nella visione dei gruppi sociali dominanti, il potere politico è la potenza di dominio e di controllo degli uni (i pochi, gli aristos, i “migliori”) sugli altri (la multitudine). La demo-crazia effettiva non è possibile.

Per me, il potere politico è la capacità di orientare le azioni dei cittadini ai vari livelli della polis (la comunità, la città) per modificare il presente e garantire i diritti umani, sociali, civili e politici per tutti e il ben vivere insieme, in un contesto di resposabilità condivisa e nel rispetto del buon funzionamento dell’ecosistema Terra. È il perseguimento di un mondo più giusto e libero dal dominio che fa crescere il potere politico (dei cittadini).

In coerenza con questa concezione, il valore – di una “cosa”, materiale e immateriale, naturale ed artificiale – deve essere misurata in funzione del suo contributo alla salvaguardia e miglioramento delle condizioni necessarie,  affinché tutti gl esseri umani abbiano diritto ad una vita decente, partecipino alle decisioni sul divenire delle comunità umane e contribuiscano al buono stato ecologio del pianeta Terra. 

Al contrario, la concezione oggi dominante del valore è riduttrice, puramente utilitarista: ha valore solo ciò che contribuisce alla creazione di ricchezza per il capitale finanziario (principio del to increrase the shareholders value) e al rafforzamento del potere di dominio dei portatori d’interesse economico (principio della stakeholders governance).     

L’ineguaglianza e l’ingiustizia non possono presiedere al divenire della vita perché come l’esperienza  storica dimostra esse ne distruggono il valore.  

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